Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Il nuovo paradigma
sorge
dal cuore della storia

· Per la cura della casa comune - Economia francescana ·

Introducendo la serie di articoli pubblicati da «L’Osservatore Romano» nella rubrica «Economia francescana. Per la cura della Casa comune», esprimemmo il nostro interesse e la speranza, in questo momento assai delicato della storia, aggravato, tra l’altro, dalla più grande crisi economico-finanziaria dal 1929, per l’invito rivolto da Papa Francesco a studiosi, economisti, uomini e donne di azienda dei cinque continenti, “per cambiare e ri-animare l’economia” promuovendo “un’ecologia integrale”; l’invito si concretizzerà in un incontro, convocato ad Assisi dal 26 al 28 marzo 2020.

Da parte nostra, abbiamo accolto la proposta del Pontefice, offrendo una parte del nostro prodotto culturale, chiedendo a studiosi, che da anni si occupano di economia francescana, di dedicare un breve articolo all’argomento, sotto il profilo storiografico. Sono intervenuti Oreste Bazzichi, Dario Antiseri, Roberto Lambertini, Flavio Felice, Mauro Bontempi, Antonio Magliulo e Nicola Riccardi, i quali continueranno la collaborazione, partecipando al numero 109/110 della rivista internazionale «Prospettiva Persona», dedicata al contributo della Scuola francescana allo sviluppo dell’analisi economica e intitolata «Il tesoro dei francescani».

Siamo partiti dal presupposto che la pretesa di pensare la scienza economica confinata in un mondo privo di valori, credenze, fedi, tradizioni è un non senso; in breve, la proiezione della scienza come luogo eticamente neutro, laboratorio asettico, popolato da ricercatori in candide vesti i quali prescindono da una peculiare prospettiva antropologica che riempia di senso le loro scelte, appare sempre più smentita dalla realtà dei fatti. Sicché, gli articoli proposti hanno inteso contribuire alla riflessione sul contributo analitico fornito dalla Scuola francescana all’emergere della scienza economica e all’innesco dei processi di autentico sviluppo economico.

Al termine di questa breve rassegna di articoli puramente divulgativi, abbiamo potuto constatare come, nella tradizione cattolica, accanto al tomismo, esista un’importante scuola di pensiero, quella francescana, che ha recato un contributo fondamentale all’analisi teorica dell’economia di mercato; si pensi a quanto gli economisti della Scuola austriaca abbiano attinto a essa. Sia chiaro, gli interpreti della Scuola austriaca hanno espresso e continuano a esprimere una visione agnostica, dunque indifferente al dato religioso. Ciò non toglie che gli elementi originali della loro riflessione non possano essere storicamente compresi, qualora si prescinda dall’elaborazione teorica di autori come San Bernardino da Siena e fra’ Pietro di Giovanni Olivi che dedicarono la loro riflessione a concetti quali il valore, la moneta, il commercio, fino a giungere a una definizione, per quanto in embrione, di capitale. Questa tradizione è proseguita grazie all’elaborazione dottrinale della tardoscolastica e si è innestata nel filone scozzese dell’illuminismo. Dunque, non è un caso che le idee espresse dai teologi e dai canonisti francescani abbiano favorito il sorgere dell’economia di mercato e delle sue caratteristiche istituzioni. Diedero una svolta in senso soggettivistico alla teoria del valore (complacibilitas) e dinamico (seminale) alla nozione di capitale, e questo è stato il loro indubbio merito storico.

Tale filone storiografico, negli ultimi decenni, ha sviluppato un’intensa opera di ricerca intorno alle tematiche in questione. Oggi, fortunatamente, la conoscenza e la consapevolezza dell’apporto della tradizione cristiana, e francescana in particolare, al sorgere delle istituzioni liberali, in politica così come in economia, per molti che operano sul versante della riflessione economica e politologica non rappresenta più una posizione scientificamente clandestina, sebbene mantenga una certa aurea eterodossa presso gli ambienti più conservatori. D’altra parte, la stessa consapevolezza è divenuta parte integrante della riflessione intorno alla dottrina sociale della Chiesa e, accanto a una teologia e filosofia del lavoro, non mancano serie e raffinate analisi teologico-pastorali, antropologiche e filosofiche sul mondo dell’impresa e di come quest’ultima possa contribuire in modo unico a un autentico e integrale sviluppo umano; ossia a uno sviluppo intensivo, stabile e duraturo.

di Flavio Felice
Professore ordinario di Storia delle dottrine politiche Università del Molise, Campobasso

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

13 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE