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Il nostro
secondo compleanno

· ​All’udienza generale il Papa parla del battesimo ·

Per il cristiano il battesimo è «un altro compleanno: il compleanno della rinascita». Lo ha sottolineato il Papa all’udienza generale dell’11 aprile. Ai fedeli in piazza San Pietro il Pontefice — dopo aver concluso mercoledì scorso il ciclo di catechesi sulla messa — ha offerto una riflessione sul sacramento «che ha acceso in noi la vita cristiana» e «che permette a Cristo Signore di prendere dimora nella nostra persona e a noi di immergerci nel suo mistero».

Cristina Rutkowski, «Battesimo: acqua e fuoco»

Osservando che il verbo greco «battezzare» significa «immergere», Francesco ha spiegato che il battesimo «ci immerge nella morte e risurrezione del Signore, affogando nel fonte battesimale l’uomo vecchio, dominato dal peccato che divide da Dio, e facendo nascere l’uomo nuovo, ricreato in Gesù». Si tratta, dunque, di «una rinascita». E per questo il Papa, rivolgendosi direttamente ai fedeli presenti, ha chiesto a ciascuno di loro di ricordare la data del proprio battesimo e di «non dimenticarla mai», perché quello è «il giorno in cui Gesù è entrato in me, lo Spirito Santo è entrato in me».

Oltre a essere fonte di «rigenerazione», il battesimo «permette a Cristo di vivere in noi e a noi di vivere uniti a lui, per collaborare nella Chiesa, ciascuno secondo la propria condizione, alla trasformazione del mondo». Così, una volta ricevuto, il sacramento dell’iniziazione cristiana «illumina tutta la nostra vita, guidando i nostri passi fino alla Gerusalemme del cielo».

Il Pontefice ha fatto notare che «i bambini, fin dall’antichità, sono battezzati nella fede dei genitori». E su questo si è soffermato, lasciando da parte il testo scritto del discorso e parlando a braccio. «Alcuni — ha detto — pensano: ma perché battezzare un bambino che non capisce? Speriamo che cresca, che capisca e sia lui stesso a chiedere il battesimo». Ma, ha aggiunto, «questo significa non avere fiducia nello Spirito Santo, perché quando noi battezziamo un bambino, in quel bambino entra lo Spirito Santo, e lo Spirito Santo fa crescere in quel bambino, da bambino, delle virtù cristiane che poi fioriranno». Dunque, secondo Francesco, «sempre si deve dare questa opportunità a tutti, a tutti i bambini, di avere dentro di loro lo Spirito Santo che li guidi durante la vita». Da qui l’appello: «Non dimenticate di battezzare i bambini!».

In conclusione il Papa ha ribadito che il battesimo «è sempre dono gratuito per tutti, adulti e neonati». Ma «questo dono attecchisce e porta frutto in un terreno alimentato dalla fede». Perciò le promesse battesimali «devono essere ravvivate ogni giorno affinché il Battesimo “cristifichi”», perché chi lo ha ricevuto «assomiglia a Cristo, si trasforma in Cristo».

L’udienza generale

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22 novembre 2019

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