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Il nostro posto nel cosmo

· ​Firmato all’Expo di Astana un documento interreligioso sulla tutela delle risorse energetiche ·

Riconoscimento e tutela del principio che l’energia è un diritto di tutti e garanzia dell’accesso a essa dei più poveri e isolati; opposizione a qualsiasi progetto energetico su larga scala che non abbia valutato l’impatto ambientale e sociale; transizione a fonti di energia non inquinanti e diminuzione della dipendenza da combustibili fossili; astensione dalla massiccia produzione di prodotti a breve durata che incentivano una cultura dello spreco; messa al bando della produzione e dell’uso delle armi nucleari. Sono questi alcuni dei punti fondamentali della dichiarazione comune d’intenti firmata ad Astana giovedì 31 agosto, a conclusione della conferenza interreligiosa organizzata dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, in collaborazione col Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, nell’ambito dell’Expo 2017 «Future Energy».

Consapevoli che «le religioni e la spiritualità possono ispirare azioni concrete in favore della nostra casa comune e dell’intera famiglia umana», a siglare il documento sono stati il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del dicastero vaticano, l’anglicana Clare Amos per il World Council of Churches, il rabbino Daniel Sperber, professore di Talmud alla Bar-Ilan University di Gerusalemme, e l’imam Yahya Sergio Pallavicini, ambasciatore per il dialogo tra le civiltà dell’Islamic Educational Scientific Cultural Organization.

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22 agosto 2019

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