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Il Nicaragua rischia la sospensione dall’Osa

· ​L’organizzazione denuncia gravi violazioni dei diritti umani da parte del governo di Managua ·

Dissidenti nicaraguensi protestano a San José in Costa Rica (Afp)

Il Nicaragua rischia di essere sospeso dall’Organizzazione degli stati americani (Osa). Lo ha annunciato a Washington il segretario generale, Luis Almagro, sottolineando che, «viste le gravi violazioni dei diritti umani operate dalla dittatura del presidente Daniel Ortega», verrà avviata nei confronti del paese la procedura per l’applicazione della Carta democratica dell’organismo. In un discorso pronunciato durante una sessione straordinaria del consiglio permanente dell’Osa, Almagro ha sostenuto che «la logica della dittatura si è definitivamente installata in Nicaragua». L’iniziativa conta sull’appoggio di cinque paesi membri dell’organizzazione: Argentina, Cile, Colombia, Perú e Stati Uniti. Durante il dibattito l’ambasciatore nicaraguense presso l’Osa, Luis Alvarado, ha criticato la mancanza di obiettività dei rapporti preparati dagli esperti dell’organizzazione, la volontà di alcuni paesi di intromettersi negli affari interni nicaraguensi, concludendo che «Almagro non merita di essere il segretario generale dell’Osa».

Il primo obiettivo della attivazione della Carta democratica, ha ribattuto Almagro, è «spingere alla riattivazione del dialogo nazionale in Nicaragua». Gli articoli 20 e 21 della Carta democratica prevedono infatti interventi diplomatici quando in uno stato membro vi sia «una alterazione dell’ordine costituzionale». Nel caso di un fallimento di queste procedure, si aprirebbe la prospettiva di una sospensione. Per approvare una disposizione di questo genere sono necessari 24 voti, ossia i due terzi dei 34 paesi membri attivi dell’Osa.

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16 ottobre 2019

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