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Per il Nepal
un segno di speranza

· Riunione di Caritas Internationalis a un anno dal sisma ·

Dare un segno di speranza e solidarietà. Con questo obiettivo una delegazione di Caritas Internationalis si è riunita in Nepal, un anno dopo il terremoto (25 aprile 2015) che ha provocato oltre novemila morti, ventunomila feriti e danneggiato le abitazioni di otto milioni di nepalesi. L’organismo caritativo, negli ultimi 12 mesi, ha aiutato oltre un milione di persone, ma resta tanto da fare,

«Questa riunione della Caritas Internationalis — ha spiegato a Radio Vaticana il cardinale Louis Antonio G. Tagle, arcivescovo di Manila e presidente dell’ente caritativo — è una manifestazione della solidarietà ai vari membri e organizzazioni della Caritas che sono rappresentati qui. Si scalda il cuore a vedere tante persone da ogni parte del mondo che sono venute qui per manifestare la loro solidarietà e dare speranza. Dall’aeroporto a qui — ha raccontato il porporato — ho visto tanti segni della sofferenza, però ho visto anche gente che collabora in questa riunione, che dà tanta gioia e tanta speranza. Questa è la Caritas, il cuore della Chiesa». Il cardinale ha sottolineato il grande contributo offerto da Caritas Internationalis e dalle altre Caritas, le quali stanno promuovendo nel Paese «un movimento di solidarietà basato solo sull’amore: non c’è motivo altro che l’amore. E questi atti d’amore senza autoreferenzialità — ha precisato l’arcivescovo di Manila — danno speranza all’umanità, specialmente a coloro che soffrono. E la speranza viene dall’incontro umano, viene dall’amore sincero. E crediamo che questa riunione darà un impulso di speranza, non solo al popolo nepalese, ma a tutto il mondo».

In Nepal la ricostruzione stenta a partire, come segnalato anche da un rapporto di Caritas italiana diffuso nei giorni scorsi. Nel Paese asiatico i dati, già prima del sisma, erano allarmanti: circa venticinquemila ragazzine e bambine impiegate nei lavori domestici, ottomila donne e bambine oggetto di tratta a fini di sfruttamento sessuale, quindicimila donne e bambine nepalesi condotte a questo fine con la forza in India.

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20 agosto 2019

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