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Il Myanmar respinge le accuse

· Dopo un rapporto sulle violazioni dei diritti umani nei confronti delle minoranze etniche ·

Bambini nel campo profughi di Thaingkhali in Bangladesh (Ap)

 Il governo del Myanmar ha respinto le accuse di violazioni dei diritti umani contro le minoranze etniche kachin, shan e rohingya. Le accuse di abusi e di repressione sono contenute in due rapporti resi noti ieri da una missione indipendente dell’Onu, guidata dall’inviato speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Myanmar, Yanghee Lee. Secondo le autorità di Naypyidaw, i documenti «mancano di credibilità». Lo ha confermato alla stampa locale Zaw Htay, portavoce governativo.

La missione dell’Onu ha raccolto una serie di dati e testimonianze che confermerebbero ripetute violazioni dei diritti umani contro i kachin, i shan e i rohingya. Inoltre, Lee ha anche detto che l’offensiva dell’esercito contro i rohingya, 700.000 dei quali sono fuggiti dallo scorso agosto in Bangladesh, «mostra le caratteristiche di un genocidio».

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