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​Il musicista dentro al cardinale

· ​Tre cd per guardare al mondo ·

Sarà presentato il 30 giugno a Roma e in luglio a Londra un cofanetto edito dalla Libreria Editrice Vaticana contenente tre cd musicali che propongono registrazioni di esecuzioni pianistiche realizzate dal cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi. 

La musica, scrive Marcello Filotei nelle note che accompagno il cofanetto, è prima di tutto un modo di guardare al mondo. Una delle prime cose che si impara aprendo uno spartito è che l’autore ha fatto del suo meglio per lasciarci qualcosa che ci riguarda direttamente: come genere umano e come persone singole. Confrontarsi con lui significa indagarne il pensiero cercando di scoprire perché ha sentito la necessità di mettere nero su bianco le sue idee affidandole al foglio che abbiamo davanti. Se si vuole suonare davvero, e non limitarsi a mettere le note una dopo l’altra, prima bisogna avere una visione dell’esistenza, poi studiare la tecnica, infine cercare di mettere assieme le due cose.

Lo sguardo del cardinale Lorenzo Baldisseri sulla vita e sui popoli che ha conosciuto in giro per il mondo è asciutto, compassionevole, ma non melenso. L’uomo sa bene in cosa crede, sa quello che vuole e ha un’idea precisa su come realizzarlo. Il musicista non potrebbe essere diverso, o non sarebbe un musicista. Nei tre cd che ha collezionato negli ultimi dieci anni di attività pianistica c’è un filo rosso evidente: sentimento sì, sentimentalismo no. L’attività di nunzio apostolico in Paesi come Haiti, Paraguay, India, Nepal e Brasile gli ha insegnato, tra l’altro, che in situazioni difficili si deve dare una speranza e un pezzo di pane. Nessuna delle due cose basta da sola. E lo stesso succede con l’arte e nello specifico con la musica. Non sorprende, quindi, che il primo dei tre cd sia aperto dal Preludio della Bachianas Brasileiras numero 4 di Heitor Villa-Lobos, in cui il compositore di Rio de Janeiro tra il 1930 e il 1945 tiene assieme la musica popolare del suo Paese, il pane quotidiano, e lo stile rigoroso di Bach, la speranza perenne. Rigore e slancio lirico: forse è un caso, ma è un segnale forte. E poi forse il caso non esiste.

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19 marzo 2019

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