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​Il muro di Trump
diventa un reticolato

· Accordo bipartisan al Congresso per evitare lo shutdown ·

Un accordo tra repubblicani e democratici è stato raggiunto ieri al Congresso statunitense per finanziare la sicurezza del confine col Messico ed evitare un nuovo shutdown dal 15 febbraio. Lo riportano i media americani, citando fonti governative. «Abbiamo avuto una buona serata. Abbiamo trovato un’intesa di principio sulla sicurezza interna e su altre sei leggi» ha detto ai reporter il senatore repubblicano Richard Shelby dopo un confronto di due ore tra i leader negoziatori: il senatore Patrick Leahy (democratico) e i deputati Nita Lowey (democratico) e Kay Granger (repubblicano). «Nessuno di noi riuscirà ad avere tutto quello che vuole ma faremo ciò che è meglio per gli Stati Uniti», ha assicurato il senatore Leahy. Lowey, dal canto suo, ha definito l’accordo «un buon risultato». Ora resta da capire se l’intesa avrà il sostegno del presidente Donald Trump, che è intervenuto, sempre ieri, a El Paso, in Texas, nel suo primo comizio elettorale del 2019 che di fatto dà il via alla sua campagna per le presidenziali del 2020. Il Congresso ha tempo fino a sabato per approvare il bilancio e finanziare il governo non oltre il prossimo 30 settembre.

Nel dettaglio, l’accordo raggiunto al Congresso per evitare un nuovo shutdown non parlerebbe di muro col Messico, ma prevedrebbe 1,375 miliardi di dollari per realizzare delle barriere al confine, tra cui oltre 100 chilometri di reticolato. Previste anche restrizioni geografiche su dove sarà costruita la nuova recinzione, che sarà probabilmente limitata al settore di confine del Rio Grand Valley. È previsto anche un fondo di 1,7 miliardi di dollari per rafforzare la sicurezza delle frontiere, per esempio con funzionari doganali supplementari oltre a finanziamenti per aiuti umanitari. Finora il presidente Trump non ha mai arretrato sulla sua richiesta di 5,7 miliardi per costruire un muro di acciaio.

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