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Il mondo si accorge della Somalia affamata

· Riunione straordinaria della Fao chiesta dalla presidenza di turno francese del G20 ·

.Una riunione straordinaria della Fao, l’organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura, si terrà il 25 luglio per lanciare uno speciale programma di aiuti per la Somalia, la cui popolazione sta subendo le conseguenze più pesanti dell’eccezionale siccità nei Paesi del Corno d’Africa, dove oltre dodici milioni di persone sono in pericolo di morte per fame. La riunione è stata richiesta dalla Francia, presidente di turno del g20, secondo quanto annunciato dal ministro degli esteri francese, Alain Juppé, a margine del Consiglio dei ministri degli esteri dell’Unione europea, ieri a Bruxelles.

La data dell’incontro è stata rivelata successivamente dal portavoce della Fao, Erwin Northoff, secondo il quale «l’enfasi della riunione sarà sul Corno d’Africa e tutti i Paesi della Fao saranno invitati». La riunione, che sarà a livello ministeriale, ma alla quale sono attesi anche alcuni capi di Stato, sarà presieduta dal direttore generale della Fao, il senegalese Jacques Diouf, al quale dall’inizio dell’anno prossimo subentrerà il brasiliano José Graziano da Silva. In una lettera allo stesso Diouf, il Governo francese sottolinea che «la pessima stagione agricola e le sfavorevoli condizioni meteorologiche stanno avendo conseguenze drammatiche per milioni di persone in tutta la regione».

Al più generale contesto delle difficoltà delle organizzazioni internazionali di portare aiuto alle popolazioni in pericolo nel Corno d’Africa — anche per la sensibile riduzione dei finanziamenti registrata negli ultimi anni — in Somalia si aggiungono specifici ostacoli provocati dalla guerra civile che con diverse forme si protrae da un ventennio. Negli ultimi giorni, comunque, si è appreso che il personale delle Nazioni Unite potrà riprendere, dopo un anno e mezzo, l’assistenza alle popolazioni di alcune aree della Somalia controllate dalle milizie radicali islamiche di al Shabaab, che guidano l’insurrezione contro il Governo del presidente Sharif Ahmed, internazionalmente riconosciuto. I miliziani di al Shabaab hanno infatti rimosso il divieto sulla presenza di personale internazionale non islamico in tali zone. La decisione in questione rientrava in una strategia di controllo degli aiuti umanitari — intorno ai quali in Somalia si sviluppa ciclicamente una sorta di economia parallela — una strategia che è da sempre uno dei capisaldi tramite i quali gli insorti cercano di consolidare il consenso delle popolazioni nei loro confronti. Il precipitare della crisi ha messo in discussione tale strategia e, anzi, per fronteggiare l’immane emergenza provocata dalla carestia le milizie di al Shabaab hanno chiesto aiuto alle agenzie dell’Onu che all’inizio del 2010 si erano dovute ritirare dopo minacce e imposizioni di pesanti restrizioni al lavoro del loro personale. Un ritorno dei propri operatori già nei prossimi giorni è stato annunciato dall’Unicef, l’agenzia dell’Onu per l’infanzia.

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