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Nel mondo s’invoca la pace

· Da Hanoi a Berna e Stoccolma ·

Da domenica 31 agosto migliaia di cattolici vietnamiti partecipano nella capitale Hanoi, ogni giorno, a messe e veglie di preghiera per solidarietà nei riguardi delle minoranze del Vicino oriente perseguitate, oppresse, vittime di abusi e massacri da parte, e non solo, delle milizie del cosiddetto Stato islamico. 

Momenti di riflessione che non dimenticano le popolazioni dell’Ucraina, alle prese con un sempre più grave conflitto. Solo una delle tante concrete risposte giunte dopo gli appelli alla pace lanciati da Papa Francesco. In Svizzera, solo per fare un altro esempio, la Comunità di lavoro delle Chiese cristiane (piattaforma di dialogo che riunisce protestanti, cattolici e ortodossi elvetici) e l’Alleanza evangelica svizzera hanno organizzato per domenica 7 settembre una celebrazione ecumenica nella chiesa cattolica-cristiana di San Pietro e Paolo a Berna in segno di solidarietà con le minoranze minacciate e le popolazioni perseguitate in Siria e in Iraq. Per l’Iraq mobilitazione anche in Svezia dove l’8 settembre si svolgerà nella cattedrale di Stoccolma una celebrazione ecumenica con la partecipazione dei responsabili di tutte le Chiese del Paese. Ad annunciarla — riferisce il Sir — è stata la pastora Karin Wiborn, segretario generale del Consiglio delle Chiese cristiane in Svezia: «Dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per sostenere le persone in Iraq. Per le Chiese, la preghiera è una forza», ha dichiarato. «Profonda preoccupazione per le persecuzioni» in Iraq era stata espressa, in una dichiarazione, dal Consiglio interreligioso svedese il 28 agosto scorso, con la richiesta che «le organizzazioni internazionali agiscano contro questi abusi» e che «quanto accade in Iraq non venga utilizzato per alimentare altri conflitti, ma serva a costruire una piattaforma per l’unità contro l’oppressione delle minoranze».

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18 marzo 2019

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