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Il mondo ha bisogno
dell’Eucaristia

· ​Il cardinale Parolin alla diocesi di Oppido Mamertina - Palmi ·

Non solo i cristiani, anche il mondo intero ha tanto bisogno di quell’immenso dono che è l’Eucaristia. Lo ha ricordato il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, presiedendo mercoledì 19, nella parrocchia di San Gaetano Catanoso a Gioia Tauro, la messa conclusiva del II Congresso eucaristico della diocesi di Oppido Mamertina - Palmi che ha avuto per tema «Fratello, per celebrare degnamente i santi misteri, va’ prima a riconciliarti, poi torna».

Salutando il vescovo Francesco Milito e i tanti presenti ai quali ha portato il «saluto affettuoso» del Santo Padre del quale ha assicurato la «vicinanza spirituale a voi e alla vostra terra», il porporato ha anche sottolineato come il Pontefice sia ben consapevole di «quante preoccupazioni, interrogativi e problemi ci siano nell’animo dei suoi abitanti, ma sa pure quanto profonde siano la fiducia e la forza d’animo che vi caratterizza».

In questa prospettiva, il cardinale Parolin ha messo in risalto l’importanza di eventi incentrati «sul mistero dell’Eucaristia e sul suo stretto rapporto con la vita». Infatti, ha aggiunto, «non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questo straordinario Sacramento, nel quale Gesù ha posto la sua stessa vita come dono per noi. Come non accogliere un tale dono? Come non rispondere con tutto il desiderio del nostro cuore? Quando ci accostiamo all’Eucaristia, esprimiamo col nostro gesto la disponibilità a ricevere il dono di Gesù per noi, diciamo di sì alla sua volontà di amore e al suo sacrificio di riconciliazione».

Non soltanto i cristiani non possono vivere senza l’Eucaristia. Allo stesso tempo, l’Eucaristia è una «risorsa immensa offerta all’esistenza del mondo». Perché «il mondo stesso diventa migliore se ci sono alcuni che conoscono e vivono l’Eucaristia». E, infatti, «che cosa viene immesso nelle strutture del mondo, attraverso l’Eucaristia, se non una forza di amore, di perdono e di riconciliazione? E non sono proprio l’amore, il perdono e la riconciliazione quelle forze che tengono in piedi il mondo?». Anche se c’è chi pensa che il mondo sia sostenuto da tanti egoismi, in realtà, ha sottolineato il cardinale, «il mondo sta in piedi perché ci sono persone che amano davvero, che portano non solo il peso della propria vita, ma anche il peso della vita degli altri, che rinunciano ai propri successi e onori per lasciare spazio all’affermazione degli altri e al loro bene. Se togliamo tutto questo, il mondo diventa un inferno; e quando il mondo diventa un inferno, scompare il desiderio stesso di vivere e il desiderio di dare vita ad altri». Ecco dunque perché anche il mondo ha estremamente bisogno dell’Eucaristia. «Non perché — ha osservato Parolin — essa evidentemente sia l’esclusiva sorgente di amore nel mondo; certamente Dio ha messo la capacità e il desiderio di amare in ogni cuore, e l’esperienza stessa di nascere, di essere accolto da qualcuno diventa un impulso forte che ci spinge ad amare. Ma è importante ribadire che di fatto l’Eucaristia è una sorgente immensa di amore concreto». Con l’Eucaristia si innesca un «circolo di amore» che «ci rende ben consapevoli dei problemi, delle difficoltà economiche e sociali, che oggi voi vi trovate a vivere in questa particolare zona della Calabria, che a volte si manifestano nel modo più grave e talvolta più drammatico, anche attraverso il fenomeno delle attività criminose e mafiose e le preoccupanti forme di omertà e di corruzione che esso genera». In questo senso, ha concluso, «infondere fiducia e speranza nelle nuove generazioni è un compito che come Chiesa non possiamo eludere; sarà la nostra missione in questa amata terra».

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