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​Il mondo è sceso in piazza

· Giovani di cento nazioni aderiscono alla Giornata di sciopero per il clima ·

La protesta degli studenti a Vienna (Epa)

Centinaia di migliaia di manifestanti hanno riempito, in un clima festoso e pacifico, le strade di moltissime città di tutto il mondo in difesa della Terra, dell’ambiente, del clima e per avviare a livello planetario un modello di sviluppo più sostenibile. Oltre cento nazioni hanno difatti aderito allo «Sciopero Mondiale per il Futuro», lanciato dal movimento dei giovanissimi e degli studenti per la lotta al cambiamento climatico sorto nell’agosto scorso per iniziativa di Greta Thunberg, la sedicenne svedese diventata ormai il simbolo della ribellione generazionale degli studenti contro l’immobilismo delle classi politiche in Europa e nel mondo intero. L’obiettivo principale del movimento è convincere i leader politici di tutti i paesi «ad ascoltare gli scienziati» che hanno lanciato l’allarme sul cambiamento climatico e a rispettare gli impegni presi con l’Accordo alla Conferenza Onu sul clima di Parigi del 2015 di mantenere l’aumento della temperatura media dovuto al riscaldamento globale del Pianeta sotto 1,5 gradi centigradi entro questo secolo.

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21 settembre 2019

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