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Il mondo della guerra e il suo popolo di profughi

· Ventisette milioni di sfollati concentrati nei Paesi dilaniati dai conflitti ·

Nel mondo ci sono oltre 27 milioni di sfollati e quasi otto milioni di questi si sono aggiunti nel solo 2009. Lo afferma un rapporto pubblicato ieri dal Norwegian Refugee Council’s Internal Displacement Monitoring Centre secondo cui il dato registrato lo scorso anno è il più grave dalla prima metà degli anni novanta, quelli segnati dalle guerre nei Balcani, dal conflitto congolese e dal genocidio in Rwanda. Il dato, confermato dalle valutazioni periodicamente diffuse dall'alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati, è tornato in costante aumento negli ultimi tre anni. Nel 2008 i nuovi sfollati erano stati 4,8 milioni e nel 2007 3,7 milioni, ma nel 2009 c’è stato un picco con 7,8 milioni.

Nove sfollati su dieci sono concentrati in appena otto Paesi, tutti teatro di conflitti che si protraggono e incancreniscono da decenni, al punto da essere ormai definibili endemici, senza che i popoli locali e la comunità internazionale riescano a mettere in atto soluzioni efficaci per avviare autentici processi di pace. «I casi del 2009 sono stati determinati soprattutto da conflitti già in corso da anni quando non addirittura da decine di anni» si legge infatti nel rapporto dell'istituto norvegese, nel quale si sottolinea come in molti casi si tratti di «sfollati che ciclicamente sono costretti a lasciare la propria terra», in zone nelle quali falliscono costantemente i tentativi di rimpatrio e di reinsediamento.

Oltre al caso latinoamericano della Colombia, i Paesi in questione sono tre in Asia, cioè Pakistan, Filippine e Sri Lanka, e quattro in Africa, cioè Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Somalia ed Etiopia. A determinare il brusco aumento del numero di sfollati nel 2009 è stata soprattutto l’offensiva lanciata dall’esercito pakistano contro i talebani, che da sola ha causato la fuga di tre milioni di persone dalle loro località di residenza.

In Africa, oltre a quella causata dalle periodiche recrudescenze di violenze nella regione dei Grandi Laghi, la situazione più drammatica e in costante peggioramento è quella del Corno d'Africa e in particolare della Somalia.

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20 agosto 2019

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