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Il mondo arabo e il seme della rivolta

· Manifestazioni antigovernative segnalate in Bahrein e in Libia ·

Non si placa l’onda di protesta nei Paesi del Maghreb e del mondo arabo. E secondo alcune fonti — peraltro difficilmente verificabili — nelle rivolte ci sarebbero alcune vittime. Nove persone sarebbero rimaste uccise questa mattina in Libia, in scontri tra dimostranti antigovernativi e forze dell’ordine ad Al Beida, in Cirenaica, la terza città del Paese. La circostanza è però smentita da altre fonti che parlano di un numero limitato di soli feriti. Secondo le agenzie di stampa internazionali e le emittenti televisive satellitari, almeno cinque morti e un centinaio di feriti ci sarebbero stati nel Bahrein, durante l’assalto sferrato prima dell’alba dalle forze di sicurezza contro i dimostranti che da martedì protestavano in piazza della Perla, nel centro della capitale Manama. Fonti dell’opposizione parlano anche di una sessantina di persone disperse. Fonti locali riferiscono che gli agenti, dopo aver impiegato gas lacrimogeni e proiettili di gomma, avrebbero usato vere pallottole. L’esercito, che ha assunto il controllo della piazza, ha diffuso in giornata un comunicato nel quale si ammonisce la popolazione a evitare le strade centrali della capitale e si annuncia che saranno adottate «tutte le misure rigorose e i deterrenti necessari».

Ibrahim Mattar, un deputato di al Wefag, il principale partito dell’opposizione sciita, ha annunciato che questo si ritirerà dall’Assemblea, dove ha 17 seggi su 40, ma ha altresì detto che l’intervento dell’esercito non varrà a fermare le proteste contro il regime dell’Emirato e contro la concentrazione del potere nelle mani della minoranza sunnita a danno della maggioranza sciita. Nel generale contesto delle proteste popolari che stanno investendo il Maghreb e il mondo arabo, quelle nel Bahrein si segnalano infatti anche per le specifiche rivendicazioni degli sciiti. In precedenza, Ali Salman, il leader di al Wefag, aveva detto che l’assalto delle forze di sicurezza contro i manifestanti a Manama, «è stata una decisione sbagliata, che avrà ripercussioni catastrofiche sulla stabilità del Bahrein». La questione minaccia di avere ripercussioni anche sul piano internazionale, se non altro perché proprio nel Bahrein ha la propria base la principale forza navale statunitense nel Golfo persico.

Per quanto riguarda la Libia, dove è stata convocata per oggi una giornata di protesta, testimoni citati dai siti d’opposizione sostengono che ad Al Beida sarebbero intervenuti anche elicotteri militari, aprendo il fuoco sui manifestanti. Al momento, come detto, non ci sono conferme ufficiali, né è possibile verificare l’attendibilità dei resoconti. Alcuni video su internet mostrano decine di giovani nelle strade della città contestare il Governo, mentre la televisione di Stato continua a diffondere immagini di manifestazioni a suo sostegno.

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