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Tra Pietro e Andrea
abbraccio cinquant’anni dopo

· Il momento centrale del viaggio ·

Cinquant’anni dopo. Il Papa di Roma e il patriarca di Costantinopoli di nuovo insieme, come Pietro e Andrea, in Terra santa per proseguire un cammino. Diversi, naturalmente, gli interpreti; identico l’obiettivo, anche se l’orizzonte è ormai più sereno.

Eccoli, Papa Francesco e Bartolomeo, pronti a guidare le loro Chiese verso la meta più ambita. E queste Chiese oggi sono qui in ginocchio, l’una accanto all’altra nel Santo Sepolcro.

Arrivano alla piazza distintamente, anche da strade diverse. Entrano da porte diverse. Papa Francesco dalla porta del Muristan; Bartolomeo dalla porta di Sant’Elena. Poi si incontrano da soli al centro della piazza e si abbracciano. Le campane delle chiese suonano a distesa.

Insieme i due si dirigono all’ingresso della basilica del Santo Sepolcro, laddove li attendono i superiori delle tre comunità cosiddette dello status quo, eredità della sofferta questione del possesso dei luoghi santi che terminò l’8 febbraio 1852, quando l’impero ottomano sancì lo status quo nunc circa la proprietà e i diritti delle differenti comunità cristiane — greco ortodossa, armeno apostolica e cattolica — sul Santo Sepolcro.

Subito dopo venerano insieme la pietra sulla quale è stato unto il corpo del Signore. Quindi raggiungono l’edicola dell’Anastasis. Davanti all’altare si parlano, si scambiano l’abbraccio — gesto tutt’altro che rituale — e recitano insieme, loro due soltanto, il Padre Nostro. Quindi sostano brevemente davanti alla tomba dove Gesù fu sepolto. Infine benedicono i presenti e, ancora insieme, raggiungono la scalinata che sale al Calvario. È un attimo di rara intensità, la cui dimensione si coglie negli sguardi, più che nei gesti o nelle parole. Il Papa e il patriarca sanno che stanno dando un segno molto forte, mentre gettano le basi per un futuro che si spera sia sempre più prossimo. La celebrazione nel Santo Sepolcro ha avuto un prologo nel primo pomeriggio, nella sede della delegazione apostolica. C’è stato infatti un lungo incontro privato tra i due, al termine è stata firmata una dichiarazione comune.

Mario Ponzi

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20 marzo 2019

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