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Il momento della sincerità

· Juncker lancia il nuovo piano europeo sull’accoglienza ·

«In Europa è arrivato il momento della sincerità e non dei discorsi vuoti. L’Unione non versa in buone condizioni. Manca l’unione e manca anche l’Europa». Sono parole dure e severe quelle con cui il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha aperto oggi il suo discorso sullo stato dell’Unione davanti al Parlamento di Strasburgo.

Il presidente ha richiamato tutti a un impegno comune, a rispettare le regole, che pure ci sono, ma che spesso vengono ignorate, ma soprattutto ad accogliere con umanità quanti fuggono dalla guerra e dal terrore in cerca di una vita migliore. L’immigrazione è dunque, oggi, la principale sfida che l’Europa deve affrontare. E deve farlo prima che sia troppo tardi. Questo infatti — ha detto Juncker — «non è il momento degli affari correnti» ma quello in cui l’Unione deve affrontare «i grandi problemi aperti». Siamo europei, «siamo tutti europei. Sono alla guida di un organismo politico, sono un politico. Non un politicante. È finito il tempo del business as usual».

E dopo le parole e gli appelli, i fatti. Juncker ha annunciato un nuovo piano di accoglienza per ulteriori 120.000 rifugiati in Europa (oltre ai 40.000 già previsti), da ripartirsi in quote obbligatorie tra gli Stati membri. «Chiedo che venga adottato questo meccanismo» ha detto l’ex premier lussemburghese. «Gli europei devono prendersi carico di queste persone, abbracciarli e accoglierli. Spero che tutti siano coinvolti, che non ci siano retorica e solo parole, ma che ci siano azioni». Il nuovo piano sarà il primo punto dell’agenda del prossimo vertice tra i ministri degli Interni europei che si terrà lunedì 14 settembre. Il richiamo di Juncker arriva in un momento delicatissimo. Ieri il premier ungherese, Viktor Orbán, ha detto che il suo Governo intende accelerare la costruzione del muro al confine per fermare l’accesso dei migranti e dei rifugiati. La Spagna ha invece comunicato che accetterà la quota di rifugiati proposta da Bruxelles. Un aiuto all’Europa arriva dall’Australia, che ha deciso di accogliere 12.000 profughi siriani. Si muove, intanto, anche il palazzo di Vetro. L’Onu ha richiamato ieri l’attenzione sulla necessità di rispettare il diritto di asilo «senza alcuna forma di discriminazione» nell’affrontare la crisi migratoria in Europa.

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23 ottobre 2019

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