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Il mio ventre appartiene al mio padrone

«Il mio ventre appartiene al mio padrone»: la frase non è tratta dalla ricca letteratura sullo schiavismo americano, ma è stata pronunciata da una donna schiava della Mauritania. La denuncia – forte e chiara – proviene da Combonifem, la rivista delle suore comboniane, che racconta come attualmente, sebbene il paese islamico abbia ufficialmente abolito la schiavitù nel 1981, siano decine di migliaia le schiave invisibili non registrate all’anagrafe. Donne la cui condizione, culturalmente ancora giustificata, incatena anche il frutto del loro ventre: chi nasce da una schiava è, infatti, «possesso di chi possiede la madre».

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22 agosto 2019

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