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Dare un’anima
allo spirito di servizio

· Incontro interreligioso a Loppiano sulla famiglia ·

Tanti di noi siamo venuti a contatto, in tempi e modi diversi, con il carisma dell’unità, con quel carisma che Dio ha depositato nel cuore di Chiara Lubich e che lei ha trasmesso a piene mani. Esso ci ha forgiati e continua a forgiare ciascuno di noi. Orienta la vita e le scelte fondamentali davanti alle sfide di ogni giorno. Questo carisma genera il desiderio di guardare il mondo e la storia da una prospettiva diversa, dalla quale possiamo cogliere il legame di ciascuno con l’umanità intera, in un’appartenenza non solo personale e che coinvolge tutto di noi: affetti, relazioni, fragilità, emozioni, sofferenze, impegni, sogni.

Stiamo considerando la famiglia, le nostre famiglie, quel nucleo originario a cui noi tutti apparteniamo. Stiamo prendendo in rilievo quella vita dell’amore che ogni giorno la rinnova e la rialza, la fa risorgere dalle morti piccole o grandi, fa brillare nel suo intimo e fra i suoi componenti la presenza di Dio, di Gesù che si rende presente attirato da quell’amore.

Dio ci chiama a esser padri e madri dell’umanità, a dare il nostro contributo per sostenere e incoraggiare la fraternità universale. Ma quale tipo di famiglia può generare un mondo permeato di fraternità? Solo quella che sa fare suo, per amore, tutto quanto vive la comunità che le è attorno, così da poter dire con verità: «Il mio io è l’umanità» (Chiara Lubich, appunto del 6 settembre 1949). Solo famiglie, seppure fragili e imperfette come siamo nella nostra condizione umana, ma rinnovate dal di dentro in questo modo, possono offrire al mondo quella luce e quell’amore che lo risana, in maniera tale che la società vi trovi il modello nel quale rispecchiarsi.

di Maria Voce

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26 maggio 2019

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