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​Il metodo del dialogo

· Paolo VI e la missione ·

Jean Guitton  «Paolo VI in preghiera» (1968)

Il dialogo è indicato da Paolo VI anzitutto come “metodo” del rapporto col mondo e spiega l’architettura di Ecclesiam suam. Le vie del dialogo indicate dal Papa sono tre. A esse corrispondono anche le tre parti dell’enciclica. La prima è spirituale, oggi diremmo “teologica”: essa riguarda la coscienza che la Chiesa deve avere di se stessa e deve alimentare nel suo corpo. Qui il Papa riprende la passione costante, di derivazione guardiniana, che ha acceso tutta la sua esistenza. Così diceva il cardinale Montini in uno degli interventi preparatori al concilio: «Il concilio è una straordinaria occasione e uno stimolo potente per aumentare in tutta la cattolicità il “senso della Chiesa”. Sembra pronunciata per questa circostanza la memorabile parola di Romano Guardini: “Si è iniziato un processo di incalcolabile importanza: il risveglio della Chiesa nelle anime”» («I concili nella vita della Chiesa», in Discorsi e scritti sul Concilio [1959-1963], 109-124: 114).

Basterebbe leggere l’ispirato numero 37 dell’enciclica: «Il primo frutto della approfondita coscienza della Chiesa su se stessa è la rinnovata scoperta del suo vitale rapporto con Cristo. Notissima cosa, ma fondamentale, ma indispensabile, ma non mai abbastanza conosciuta, meditata, celebrata. Che cosa non si dovrebbe dire su questo capitolo centrale di tutto il nostro patrimonio religioso?». E, per renderla concreta, il Papa cita i due campioni che hanno illuminato con i loro bagliori il mistero della Chiesa: «Non abbiamo noi davanti alla mente tutta la ricchissima dottrina di san Paolo, il quale non cessa dal ricordarci: “Voi siete una cosa sola in Cristo” e dal raccomandarci: “...che cresciamo sotto ogni aspetto verso di Lui, che è il Capo, Cristo; dal quale tutto il corpo...” e dall’ammonirci: “Tutto e in tutti è Cristo?” Ci basti, per tutti, ricordare fra i maestri sant’Agostino: “...Rallegriamoci e rendiamo grazie, non solo per essere divenuti cristiani, ma Cristo. Vi rendete conto, o fratelli, capite voi il dono di Dio a nostro riguardo? Siate pieni di ammirazione, godete: noi siamo divenuti Cristo. Poiché se Egli è il capo, noi siamo le membra: l’uomo totale, Lui e noi... La pienezza dunque di Cristo: il capo e le membra. Cosa sono il capo e le membra? Cristo e la Chiesa”» (Ecclesiam suam, 37).

di Franco Giulio Brambilla

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22 agosto 2019

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