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Il mare e i diritti ancestrali dei maori

· Accordo con il Governo neozelandese sullo sfruttamento di litorali e fondali ·

Washington, 17. I maori della Nuova Zelanda hanno raggiunto un importante accordo con il Governo sui diritti ancestrali su litorali e fondali marini.

In base all’intesa, confermata dal premier conservatore, John Key, i maori potranno rivendicare i loro diritti tradizionali. Dovranno tuttavia dimostrare la continuativa occupazione di un’area per gli ultimi 170 anni, cioè dalla firma del trattato di Waitangi del 1840 fra la corona britannica e varie tribù, che riconosceva ai maori la proprietà delle terre e conferiva loro gli stessi diritti dei soggetti britannici. Il nuovo accordo annulla una controversa legge del 2006, che estingueva il diritto dei maori di rivendicare dei diritti tradizionali derivati dal trattato di Waitangi presso lo speciale tribunale.

I propietari tradizionali potranno così realizzare attività commerciali e sfruttare le risorse del territorio, compresa l'estrazione di minerali o del petrolio sottomarino, entro 22,2 chilometri dalla linea costiera, e imporre il veto ad altre attività. Non potranno però vendere i terreni. «È importante per la Nazione risolvere queste vicende, per impedire che rimangano come ferite aperte», ha dichiarato Key. Il partito maori ha accolto l’accordo — che risolve uno dei problemi più delicati e pressanti del Governo di Wellington — come storico riconoscimento dei diritti della popolazione indigena e come una vittoria per tutti i neozelandesi.

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