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Il manto del concilio

· Il quinto numero di «donne chiesa mondo» ·

«Ma dov’è qui l’altra metà del genere umano?» si chiedeva il cardinale Suenens il 22 ottobre 1963, un anno e undici giorni dopo l’apertura del Vaticano II. Effettivamente poi le donne sarebbero arrivate al concilio in qualità di uditrici, ma è comunque a questa domanda del porporato belga nella sua portata più ampia che abbiamo cercato di rispondere con questo numero del nostro inserto pressoché interamente dedicato a quella poco ricordata presenza di cinquant’anni fa. E alle conseguenze che il concilio ebbe sulla storia del rapporto tra donne e Chiesa. In una parola, «approfondire» (termine con cui Jean Guitton nel 1965 indicò l’azione voluta da Paolo VI). 

Lo abbiamo fatto cercando di vedere le cose in modo più complesso di quanto non si tenda a fare commentando numeri, assetti, assenze e quote. E lo abbiamo fatto cercando di essere equilibrate: la marginalizzazione delle donne nella Chiesa è vera, ma la via per superarla non può essere lo scontro. Per introdurre il tema, ci siamo affidate ad alcune pagine di diario della giornalista cattolica americana Dorothy Day, che ricordano in particolare il Papa che aprì il concilio. Per chiudere il tema, invece, abbiamo dato la parola direttamente a Paolo VI che fu talmente coraggioso da volere (diversamente da gran parte della gerarchia e dei Padri conciliari) che a quelle storiche giornate partecipassimo anche noi. Del resto, nell’ottobre 1967 Day farà il suo terzo viaggio a Roma, come ospite d’onore all’incontro internazionale dei laici. E in quella occasione riceverà la comunione dalle mani di Papa Montini. È un cerchio che si chiude: il sacramento ricevuto da Paolo VI traccia la strada anche per noi adesso. Isabella Ducrot vede il manto dorato di Maria che protegge i Padri conciliari. Li accoglie nella gioia e nella preziosità dell’oro e del giallo che è calore, mietitura, luce. Per volere espresso di Giovanni XXIII, il concilio si aprì nel giorno dedicato alla Divina maternità di Maria (proclamata a Efeso). La protezione che il Papa volle per lo svolgimento dei lavori non era una protezione solo mariana: era anche la celebrazione dell’Incarnazione, dell’«unione indissolubile di Dio e dell’uomo in Cristo» di cui ha parlato Benedetto XVI. Sotto questo manto dobbiamo metterci tutti.

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20 settembre 2019

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