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Il made in Italy
che non teme la crisi

· Concluso ad Assisi l’happening nazionale degli oratori ·

È una forma tutta particolare di made in Italy che non cosce crisi e inorgoglisce la Chiesa in Italia. E su cui l’intera comunità cristiana intende puntare per dare concretezza alla missione evangelizzatrice.

Si tratta dell’oratorio — realtà nata dall’intuizione di santi italiani, basti pensare a Filippo Neri e Giovanni Bosco — la cui centralità nell’opera educativa cristiana è stata evidenziata nel corso del secondo raduno nazionale che si è concluso domenica ad Assisi. «Tutta l’Italia sogna l’oratorio per accompagnare i piccoli nella loro crescita. È necessario, però, investire su questo strumento, il più forte ed efficace per la pastorale giovanile», ha detto don Michele Falabretti, responsabile del Servizio di pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana (Cei), concludendo l’happening promosso dal Forum degli oratori italiani, al quale hanno preso parte un migliaio di giovani provenienti da sessantacinque diocesi.

L’incontro, a cui ha portato un saluto anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, era stato aperto dal cardinale arcivescovo di Perugia - Città della Pieve, Gualtiero Bassetti, vice presidente della Cei, il quale ha incoraggiato i partecipanti sottolineando come «questa proposta educativa meravigliosa, che sono gli oratori prende vita e forma soprattutto da voi. Ragazzi, andate avanti e vincete anche voi la scommessa dell’oratorio».

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16 luglio 2019

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