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Il lavoro sorgente di dignità

· Durante l’udienza dedicata al sacramento della Cresima il Papa rivolge un appello per gli operai ·

 Il lavoro non deve mancare. È «sorgente di dignità». Dunque deve essere la «preoccupazione centrale di tutti», soprattutto delle «competenti istanze», far sì che non manchi a nessuno. È il nuovo pressante appello di Papa Francesco in difesa dei lavoratori lanciato questa mattina, mercoledì 29 gennaio, durante l’udienza generale in Piazza san Pietro.

L’occasione gli è stata offerta dalla presenza di alcune famiglie di operai dipendenti di una fabbrica toscana in serie difficoltà. Difficoltà che non di rado finiscono per trascinare proprio le famiglie nel drammatico vortice dell’usura.

Un pericolo, questo, che si è casualmente manifestato in tutta la sua drammaticità con la presenza all’udienza di un gruppo di vittime degli usurai. È così sembrato quasi naturale il collegamento delle parole rivolte da Papa Francesco alle famiglie degli operai in crisi con la dura condanna dell’usura. «Quando una famiglia non ha da mangiare — ha detto il Pontefice — perché deve pagare il mutuo agli usurai» ci troviamo dinanzi a qualcosa che «non è cristiano, non è umano!» ma che è piuttosto «una drammatica piaga sociale che ferisce la dignità inviolabile della persona umana».

Poco prima il Santo Padre aveva sviluppato una riflessione sul sacramento della confermazione. Un sacramento, ha detto, al quale forse si dà poca importanza. Invece «è tanto importante nella vita cristiana» perchè «ci dà la forza per andare avanti», ha ribadito. Con la cresima, unita al battesimo e all’Eucaristia, ha spiegato, si completa quell’unico evento salvifico «che si chiama “iniziazione cristiana”» attraverso il quale «diventiamo nuove creature e membra della Chiesa». Un evento al quale non è estranea la presenza dello Spirito Santo e dei suoi doni. E a questo proposito Papa Francesco ha annunciato che proprio ai sette doni dello Spirito Santo dedicherà le riflessioni proposte durante le udienze generali, non appena concluderà quelle dedicate ai sacramenti.

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22 novembre 2019

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