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Il lavoro
che reclama dignità

· Dossier della Caritas sullo sfruttamento in Asia ·

Pankaj ha 13 anni. Da dieci vive in un villaggio, nei pressi di Varanasi, nello Stato indiano dell’Uttar Pradesh, in una casupola di fango assieme ai genitori e a quattro fratelli. Sveglia alle quattro del mattino, tutti i giorni Pankaj sale su un autobus che lo porta in città, dove lavora.

Arrotola bastoncini d’incenso. Adesso è diventato bravo. Ha imparato sotto le frustate del padrone. Lavora in una casa con altri 19 operai, di cui quattro sono bambini. Passano ore e ore accovacciati sulle stuoie ad assorbire il fumo che annerisce i polmoni. Ogni cento bastoncini, gli danno 30 rupie indiane: in media porta a casa circa 3 euro e mezzo al giorno.

Così, a soli 13 anni, Pankaj soffre di una tosse cronica e di un forte mal di schiena. La sua storia è raccontata in un dossier della Caritas italiana, che fa il punto sul dramma dello sfruttamento del lavoro in Asia, e in particolare in India, Thailandia, Bangladesh e Sri Lanka. Dossier che si aggiunge ai focus realizzati nelle scorse settimane e dedicati ai temi della crisi in Grecia, del conflitto in Siria e della condizione dei carcerati ad Haiti. «Lavoro dignitoso per tutti.

Disoccupazione, sfruttamento, riduzione in schiavitù ledono i diritti umani fondamentali» è il titolo del dossier, nel quale si evidenziano le sofferenze e le ferite, anche quelle invisibili, patite dai più deboli.

Una condizione in aperto contrasto con la dignità umana e costantemente condannata da Papa Francesco che non si stanca di ricordare come proprio il lavoro sia un elemento «fondamentale per la dignità di una persona».

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23 maggio 2019

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