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Il latte e la Parola

· ​Nella Cappella Sistina il Papa battezza trentatré neonati ·

Trentatré neonati — venti bambini e tredici bambine, fra le quali due gemelline — sono stati battezzati da Papa Francesco domenica mattina, 11 gennaio, nella Cappella Sistina. Tra le braccia dei genitori, che lavorano in dicasteri, uffici e organismi vaticani o prestano servizio presso lo Stato della Città del Vaticano, i piccoli Maria Letizia Alcaro, Pietro Bosco, Costanza Maria Francesca Cacciani, Domenico Cariati, Diego Casconi, Chiara Daniela Ana Citani, Michela Fortunata Marianna Conte, Davide Maria De Marchis, Filippo De Rossi, Mattia De Santis, Giorgia Di Gennaro, Ludovico Gabriele Filippo Dursi, Giorgia Fiorucci, Maria Franci, Lavinia Greci, Laura e Sara Inchingolo, Martin Jaguraba Tumusiime, Alessia Giovanna Paola Lunatici, Anastasia Mancini, Elisabetta Antonietta Marcone, Martina Martellone, Ilaria Marsan, Vito Minafra Montaruli, Costanza Renzetti, Elsa Anna Maria Rollo, Ginevra Rosati, Matilde Scatena, Francesco Scelzo, Matteo Squarcia, Gabriele Tagnani, Chiara Terzano e Francesco Zennaro hanno ricevuto il sacramento dell’iniziazione cristiana proprio nella festa liturgica del Battesimo del Signore. Con loro, oltre ai padrini e alle madrine, anche un piccolo gruppo di parenti che hanno partecipato alla messa celebrata dal Pontefice all’antico altare. Per i riti battesimali sono stati utilizzati il fonte battesimale e il candelabro per il cero pasquale realizzati dall’architetto Alberto Cicerone, con la consulenza teologica di don Salvatore Vitiello, e inaugurati rispettivamente nel 2012 e nel 2013. A loro si deve anche il nuovo ambone adoperato per la messa di quest’anno: un’opera in argento e alabastro che evoca l’immagine del “monumentum resurrectionis”, con il sepolcro aperto circondato da un motivo floreale a simboleggiare il giardino della risurrezione. Con Francesco hanno concelebrato gli arcivescovi Gänswein, prefetto della Casa Pontificia, Krajewski, elemosiniere, e Gloder, presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica, e il vescovo Vérgez Alzaga, segretario generale del Governatorato. Il rito è stato diretto da monsignor Marini, maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie, e animato dai canti della Cappella Sistina diretta dal maestro Palombella. Al termine il Pontefice ha donato ai battezzati un bassorilievo dorato raffigurante la Vergine e il Bambino, con il suo stemma inciso sul retro.

Abbiamo ascoltato nella prima Lettura che il Signore si preoccupa dei suoi figli come un genitore: si preoccupa di dare ai suoi figli un cibo sostanzioso. Mediante il profeta Dio dice: «Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia?» (Is 55, 2). Dio, come un bravo papà e una brava mamma, vuole dare cose buone ai suoi figli. E che cos’è questo cibo sostanzioso che Dio ci dà? È la sua Parola: la sua Parola ci fa crescere, ci fa portare buoni frutti nella vita, come la pioggia e la neve fanno bene alla terra e la rendono feconda (cfr. Is 55, 10-11). Così voi, genitori, e anche voi, padrini e madrine, nonni, zii, aiuterete questi bambini a crescere bene se darete loro la Parola di Dio, il Vangelo di Gesù. E anche darlo con l’esempio! Tutti i giorni, prendete l’abitudine di leggere un brano del Vangelo, piccolino, e portate sempre con voi un piccolo Vangelo in tasca, nella borsa, per poterlo leggere. E questo sarà l’esempio per i figli, vedere papà, mamma, i padrini, nonno, nonna, gli zii, leggere la Parola di Dio.

Voi mamme date ai vostri figli il latte — anche adesso, se piangono per fame, allattateli, tranquilli. Ringraziamo il Signore per il dono del latte, e preghiamo per quelle mamme — sono tante, purtroppo — che non sono in condizione di dare da mangiare ai loro figli. Preghiamo e cerchiamo di aiutare queste mamme. Dunque, quello che fa il latte per il corpo, la Parola di Dio lo fa per lo spirito: la Parola di Dio fa crescere la fede. E grazie alla fede noi siamo generati da Dio. È quello che succede nel Battesimo. Abbiamo ascoltato l’apostolo Giovanni: «Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio» (1 Gv 5, 1). In questa fede i vostri bambini vengono battezzati. Oggi è la vostra fede, cari genitori, padrini e madrine. È la fede della Chiesa, nella quale questi piccoli ricevono il Battesimo. Ma domani, con la grazia di Dio, sarà la loro fede, il loro personale “sì” a Gesù Cristo, che ci dona l’amore del Padre.

Dicevo: è la fede della Chiesa. Questo è molto importante. Il Battesimo ci inserisce nel corpo della Chiesa, nel popolo santo di Dio. E in questo corpo, in questo popolo in cammino, la fede viene trasmessa di generazione in generazione: è la fede della Chiesa. È la fede di Maria, nostra Madre, la fede di san Giuseppe, di san Pietro, di sant’Andrea, di san Giovanni, la fede degli Apostoli e dei Martiri, che è giunta fino a noi, attraverso il Battesimo: una catena di trasmissione di fede. È molto bello questo! È un passarsi di mano in mano la candela della fede: lo esprimeremo anche tra poco con il gesto di accendere le candele dal grande cero pasquale. Il grande cero rappresenta Cristo risorto, vivo in mezzo a noi. Voi, famiglie, prendete da Lui la luce della fede da trasmettere ai vostri figli. Questa luce la prendete nella Chiesa, nel corpo di Cristo, nel popolo di Dio che cammina in ogni tempo e in ogni luogo. Insegnate ai vostri figli che non si può essere cristiano fuori dalla Chiesa, non si può seguire Gesù Cristo senza la Chiesa, perché la Chiesa è madre, e ci fa crescere nell’amore a Gesù Cristo.

Un ultimo aspetto emerge con forza dalle Letture bibliche di oggi: nel Battesimo siamo consacrati dallo Spirito Santo. La parola “cristiano” significa questo, significa consacrato come Gesù, nello stesso Spirito in cui è stato immerso Gesù in tutta la sua esistenza terrena. Lui è il “Cristo”, l’unto, il consacrato, i battezzati siamo “cristiani”, cioè consacrati, unti. E allora, cari genitori, cari padrini e madrine, se volete che i vostri bambini diventino veri cristiani, aiutateli a crescere “immersi” nello Spirito Santo, cioè nel calore dell’amore di Dio, nella luce della sua Parola. Per questo, non dimenticate di invocare spesso lo Spirito Santo, tutti i giorni. «Lei prega, Signora?» — «Sì» — «Chi prega?» — «Io prego Dio» — Ma “Dio”, così, non esiste: Dio è persona e in quanto persona esiste il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. «Tu chi preghi?» — «Il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo». Di solito preghiamo Gesù. Quando preghiamo il “Padre Nostro”, preghiamo il Padre. Ma lo Spirito Santo non lo preghiamo tanto. È tanto importante pregare lo Spirito Santo, perché ci insegna a portare avanti la famiglia, i bambini, perché questi bambini crescano nell’atmosfera della Trinità Santa. È proprio lo Spirito che li porta avanti. Per questo non dimenticate di invocare spesso lo Spirito Santo, tutti i giorni. Potete farlo, per esempio, con questa semplice preghiera: «Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore». Potete fare questa preghiera per i vostri bambini, oltre che naturalmente per voi stessi!

Quando fate questa preghiera, sentite la presenza materna della Vergine Maria. Lei ci insegna a pregare lo Spirito Santo, e a vivere secondo lo Spirito, come Gesù. La Madonna, nostra madre, accompagni sempre il cammino dei vostri bambini e delle vostre famiglie. Così sia.

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