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Il lager dei sacerdoti

· Dachau fu il più grande cimitero di preti cattolici del mondo ·

«Tra il 1938 e il 1945 a Dachau sono stati deportati 2.579 tra preti, seminaristi e monaci cattolici, insieme a 141 tra pastori protestanti e preti ortodossi. E 1.034 sono morti nel campo» racconta Guillaume Zeller, autore del libro La Baraque des prêtres, Dachau, 1938-1945 (Parigi, Éditions Tallandier, 2015, pagine 384, euro 21,90).

Intervistato da Guillaume Perrault di «Le Figaro», l’autore spiega che il Vaticano, non potendo impedire la loro deportazione, era riuscito a farli mandare tutti insieme a Dachau, «anche se provenivano da ogni parte dell’Europa: Germania, Austria, Cecoslovacchia, Polonia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia e Italia».

Molti dei sacerdoti tedeschi erano stati arrestati per essersi opposti al programma hitleriano di eutanasia, altri, prevalentemente slavi, perché considerati élites pericolose, come testimoniano i rapporti inviati da Reihard Heydrich sugli arresti delle Einsatzgruppen in Polonia nel 1940; i francesi, invece, per aver partecipato attivamente alla Resistenza. Questi uomini di Chiesa, continua Zeller, hanno vissuto le stesse sofferenze dei compagni di prigionia laici ma hanno mantenuto «una stupefacente dignità» nonostante le ss cercassero continuamente di disumanizzare e umiliare gli internati.

Su iniziativa di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco, «cinquantasei religiosi morti nel campo di sterminio sono stati beatificati, dopo che è stata riscontrata la pratica delle virtù naturali e cristiane in modo esemplare o eroico. E il campo di Dachau resta il più grande cimitero di preti cattolici del mondo». (silvia guidi)

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20 maggio 2019

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