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Il laboratorio del dottor Weigl

· ​L'erocia e astuta lotta contro il tifo e i nazisti ·

La propaganda nazista paragonava i pidocchi agli ebrei: come si dovevano estirpare gli uni, così si dovevano estirpare gli altri. I ghetti diventavano quindi il legittimo luogo in cui rinchiudere gli ebrei e i pidocchi e salvare di conseguenza la popolazione tedesca dal contagio del tifo. Infatti, il tanto temuto tifo petecchiale aveva mietuto vittime innumerevoli nelle trincee della prima guerra mondiale, così da causare tanti morti quanti ve ne erano stati in combattimento.

Ebrei del ghetto di Leopoli

La città Leopoli, intorno agli anni venti del xx secolo, mostrava un volto cosmopolita. Il giovane medico ebreo Ludwik Fleck aveva lavorato, come assistente, nel fantastico laboratorio di Rudolf Weigl, zoologo austro-polacco, persona geniale ed eccentrica. Lo scienziato aveva sferrato la lotta contro il tifo, cioè contro quegli insetti parassiti che lo diffondevano: i pidocchi. La scoperta che fossero agenti infettivi risaliva all’inizio del secolo.
Arthur Allen, giornalista americano specializzato in campo scientifico, narra in un libro accattivante, Il fantastico laboratorio del Dottor Weigl (Torino, Bollati Boringhieri, 2015, pagine 373, euro 25), la vicenda dei due scienziati, nella Leopoli occupata dai nazisti nel 1943.
Ludwig Fleck che nel 1935 aveva dato alle stampe una ricerca che sarebbe diventata celebre e imprescindibile per l’epistemologia, Genesi e sviluppo di un fatto scientifico, dovette sottostare a un esame beffa di batteriologia da parte del dottor Bruno Weber delle ss, per poi essere a capo dell’istituto di igiene nel lager di Auschwitz. Da beffa a beffa.
Con quale procedura Rudolf Weigl produceva il vaccino anti-tifo? In quattro fasi ben determinate: le larve di pidocchio dovevano essere nutrite da sangue umano, estratto da donatori volontari con le cosce e i polpacci succhiati dai voraci insetti per dodici giorni; nei pidocchi sani si iniettava il batterio del tifo, ottenuto da pidocchi infetti e si lasciavano crescere per altri cinque giorni; si omogeneizzavano e si centrifugavano quindi gli intestini dei pidocchi infetti, colmi del sangue umano. La profilassi antitifica del vaccino Weigl era la migliore esistente allora in Europa.
L’operazione Barbarossa, scattata nel giugno 1941, aveva soppresso gli intellettuali di Leopoli e iniziato lo sterminio pianificato degli ebrei. Alti esponenti nazisti si diressero in via San Nicola da Rudolf Weigl, al laboratorio con le tecniche di ricerca e sperimentazione più avanzate nel mondo. Gli fecero la lusinghiera proposta di una cattedra a Berlino e il loro appoggio per ottenere il premio Nobel.

di Cristiana Dobner

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20 agosto 2019

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