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Il Kurdistan iracheno
al voto per l’indipendenza

· Proteste della Turchia che considera illegittimo il referendum ·

Si vota nel Kurdistan iracheno. Da questa mattina i curdi si stanno pronunciando sulla loro indipendenza in un referendum definito storico da molti osservatori. Secondo l’agenzia di stampa Rudaw, ci sono lunghe file di elettori che attendono ai seggi di esprimere la loro preferenza. Le operazioni continueranno per tutto il giorno e i seggi si chiuderanno alle 18 (ora locale). Gli elettori sono chiamati al voto nelle quattro province della regione curda (Dohuk, Erbil, Suleimaniya e Halabja) e anche nelle provincie di Kirkuk e Diyala. Il voto dei curdi in altri paesi è invece cominciato il 23 settembre e continuerà anche oggi. I risultati definitivi, secondo la commissione elettorale che sovrintende il processo, arriveranno 24 ore dopo la chiusura dei seggi.

l presidente della regione del Kurdistan Barzani al momento del voto (Epa)

Masoud Barzani, presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno, ha votato a Erbil poco dopo l’apertura dei seggi così come ha fatto a Kirkuk il governatore della provincia omonima, il curdo Najmaldin Karim. Ieri Barzani ha ribadito la determinazione ad «andare avanti a qualsiasi prezzo», senza «cedere alle pressioni e alle minacce» con un chiaro riferimento alla forte opposizione al voto a livello internazionale. La Turchia ha annunciato che adotterà «tutte le misure» necessarie nel rispetto del diritto internazionale se dal referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno deriveranno minacce alla sua sicurezza nazionale. Il monito è stato lanciato dal ministero degli esteri di Ankara. La Turchia ribadisce inoltre che considererà «nullo» il risultato del voto e la nota del ministero conferma che Ankara «non riconosce questa iniziativa priva di basi legali e legittimità sia rispetto al diritto internazionale che alla costituzione irachena».

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20 marzo 2019

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