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Il Guicciardini che rinnova i musei

«Basta guardare le opere che ci circondano per assorbirne l’equilibrio e la bellezza» spiega l’architetto Piero Paolo Guicciardini — la cui famiglia discende dallo storico Francesco Guicciardini (1483-1540) — parlando del suo lavoro e della città dove è nato, Firenze. Un professionista “con la valigia” che, con il socio Marco Magni e gli altri colleghi che fanno parte del suo studio dal 1990, ha allestito oltre trenta musei e cinquanta mostre in Italia e nel mondo. Tra queste va ricordato il radicale rinnovamento del Museo dell’Opera del Duomo, che custodisce la storia di Santa Maria del Fiore e contiene la ricostruzione, in scala reale, dell’antica facciata arnolfiana demolita alla fine del Cinquecento, seguendo un’idea del direttore, lo storico dell’arte monsignor Timothy Verdon.

«In questo momento stiamo mettendo a punto il progetto del nuovo museo nazionale di Oslo. Dobbiamo montare più di novanta sale su un’area di oltre diecimila metri quadrati. Conterranno collezioni di pittura, scultura, design e architettura dello Stato norvegese riunificate in un unico contenitore». Un progetto che si concluderà nel 2020; nel frattempo lo staff lavora a due nuovi allestimenti in Turchia, come ha spiegato Guicciardini al settimanale

«Toscana Oggi». Nelle mostre temporanee — continua il conte architetto ricordando suo padre Roberto (1933-2017), recentemente scomparso, regista teatrale e fondatore del Gruppo della Rocca — «è un po’ come se si mettessero in scena le opere d’arte», dove «si può dare sfogo all’inventiva e alla creatività».

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20 ottobre 2019

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