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Il grido dell’oppressione

· Nuovo appello di Papa Francesco per la tutela dei diritti fondamentali di ogni persona coinvolta nelle migrazioni forzate ·

La tratta di uomini, donne e bambini è una vergogna per le nostre società che si dicono civilizzate

Non si può restare indifferenti dinanzi al grido del dolore e dell’oppressione che si leva da milioni di persone, vittime di violenze, soprusi, costrette a vivere lontane dalla propria terra e dagli affetti familiari. È l’appello rivolto da Papa Francesco alla Chiesa e alla comunità internazionale questa mattina, venerdì 24 maggio, durante l’udienza ai partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, ricevuti nella Sala Clementina.

In particolare il Pontefice ha chiesto alla comunità internazionale il rispetto e la tutela dei diritti fondamentali che appartengono a ogni persona umana. Troppo spesso infatti «in un mondo in cui si parla molto di diritti — è stata la sua denuncia — sembra che l’unico che ha diritti è il denaro». E noi viviamo così «in un mondo dove comanda il denaro» e dove «regna il feticismo dei soldi».

Un aspetto eclatante di questa realtà è quello che il Santo Padre non esita a definire la «piaga dei traffici di esseri umani, che sempre più spesso riguardano i bambini». La tratta delle persone è «un’attività ignobile, una vergogna per le nostre società che si dicono civilizzate» ha ribadito Papa Francesco.

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