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Il grado zero
della fotografia

· Mostra di William Klein a Milano ·

«Lascia perdere i musei e le gallerie, pensa solo alla strada». Con queste parole il pittore francese Fernand Léger indicò a un giovanissimo William Klein il suo destino. Un destino che il protagonista scoprì subito ribelle e anticonformista, prendendo molto sul serio quel consiglio. 

William Klein, «Roma»

«Era come se fossi un etnografo: trattavo i newyorkesi come un esploratore avrebbe trattato uno zulu, cercando lo scatto più crudo, il grado zero della fotografia» racconterà più tardi parlando del suo lavoro a caccia di immagini nelle strade della sua città. Lo trovò il grado zero della fotografia, ma lo fece a modo suo, infrangendo regole e canoni classici. Non a caso, dunque, si intitola proprio così — «William Klein: il mondo a modo suo» — la mostra dedicata al grande artista, allestita fino all’11 settembre al Palazzo della Ragione Fotografia di Milano, che ne ripropone l’articolato percorso artistico, iniziato oltre 60 anni fa.

Un itinerario poliedrico, tra genio e trasgressione, che oltre alla fotografia ha sperimentato diverse discipline, dalla grafica alla pittura, dal cinema alla scrittura. Klein «fin da ragazzo è infatti affamato e curioso di cultura: divora gli scrittori del Novecento, frequenta il MoMA, si incanta di fronte ai film di Chaplin, von Stroheim, Ėjzenštejn. Dopo l’università, si arruola e sbarca in Europa, poi arriva a Parigi dove avviene tutto: l’incontro con la moglie Jeanne e la svolta artistica», scrive la curatrice Alessandra Mauro nel catalogo della mostra edito da Contrasto — GAmm Giunti.

La rassegna presenta oltre 150 opere originali, alcune delle quali di grande formato, tutte provenienti dall’archivio personale del fotografo, classe 1928, accompagnate da nuove installazioni espressamente concepite per questa esposizione. La mostra è divisa in nove sezioni che accompagnano il visitatore in un itinerario che tocca le città fotografate da William Klein nella sua carriera attraverso i diversi mezzi espressivi di cui si è servito.

di Gaetano Vallini

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20 giugno 2019

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