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Il governo spagnolo
ricorre all’articolo 155

· Dopo il rifiuto di Puigdemont di fare chiarezza sulla dichiarazione di indipendenza ·

«Il governo della Spagna ha constatato alle 10 di questa mattina il rifiuto del presidente della Generalitat della Catalogna di rispondere alla richiesta che gli era stata presentata lo scorso 11 ottobre e in cui si chiedeva di dire in forma chiara e precisa se l’autorità della Catalogna avesse proceduto a dichiarare l’indipendenza di questa comunità autonoma e lo si sollecitava a ripristinare l’ordine costituzionale alterato». 

L’orologio del municipio di Barcellona segna le ore 10 (Reuters)

È questo l’inizio di un comunicato diffuso questa mattina a Madrid dopo la lettera in cui il presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, senza rispondere alla richiesta di chiarimenti avanzata dall’esecutivo, minaccia nuovamente una dichiarazione formale di indipendenza. Di conseguenza, prosegue il testo diffuso dalla Moncloa, «il governo della Spagna porterà avanti le procedure previste nell’articolo 155 della Costituzione per ripristinare la legalità nell’autogoverno della Catalogna. Sabato prossimo il Consiglio dei ministri, riunito in forma straordinaria, approverà le misure che indirizzerà al senato al fine di proteggere l’interesse generale degli spagnoli, tra cui tutti i cittadini della Catalogna, e di ripristinare l’ordine costituzionale della comunità autonoma».

Dopo avere ringraziato «per l’appoggio delle distinte formazioni politiche con le quali sta concordando in questi momenti una risposta maggioritaria e consensuale alla sfida secessionista», il governo spagnolo ha denunciato «l’atteggiamento tenuto dai responsabili della Generalitat che cercano, in modo deliberato e sistematicamente, lo scontro istituzionale a dispetto del grave danno che si sta causando alla convivenza e alla struttura economica della Catalogna». Il governo intende quindi utilizzare «tutti i mezzi in suo potere per ripristinare quanto prima la legalità e l’ordine costituzionale, recuperare la convivenza pacifica tra cittadini e frenare il deterioramento economico che l’insicurezza giuridica sta causando in Catalogna».

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21 maggio 2019

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