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Il Governo accusa l’Is

· ​Migliaia in piazza dopo la strage perpetrata alla stazione ferroviaria di Ankara ·

All’indomani dell'attentato che ha colpito la marcia pacifista di Ankara in cui sono morte, secondo fonti curde, 128 persone (mentre per il Governo sarebbero 95) e 508 sono rimaste ferite, in migliaia si sono riuniti nella capitale per ricordare le vittime e rispondere all’orrore. Il Governo ha puntato il dito contro i miliziani del cosiddetto Stato islamico (Is). A meno di due settimane dalle elezioni politiche, la tensione nel Paese resta altissima.

I dimostranti si sono riuniti nella piazza Sihhiye, vicina al luogo dell’attentato. La polizia ha effettuato cariche e usato gas lacrimogeni per disperdere quanti hanno tentato di raggiungere il punto esatto dove i due kamikaze hanno seminato morte. Gli agenti non hanno permesso neanche alle delegazioni di vari partiti politici e di diverse organizzazioni della società civile di avvicinarsi al sito dell’attacco. Il Governo guidato dal premier ad interim, Ahmet Davutoğlu, accusa l’opposizione di volere strumentalizzare l’attentato a venti giorni dalle nuove elezioni anticipate del primo novembre.
Uno dei due kamikaze che sabato scorso si sono fatti esplodere sarebbe stato identificato. Si tratta di un uomo di 20-25 anni; l’altro responsabile della strage sarebbe una donna. Secondo il quotidiano turco «Yeni Şafak», gli inquirenti sarebbero riusciti a recuperare frammenti di impronte digitali dai resti dell’ordigno. Per il giornale «Habertürk», la polizia sospetta che uno dei due attentatori possa essere il fratello più grande dell’attentatore suicida che il 20 luglio scorso uccise a Suruç 34 persone. Davutoğlu, intanto, si è recato in ospedale ieri per fare visita ai feriti dell’attacco.
Al momento manca ancora una rivendicazione dell’attentato, anche se le prime indicazioni nell’inchiesta fanno pensare che dietro ci sia il cosiddetto Stato islamico (Is). Le indagini si stanno proprio focalizzando sul gruppo estremistico: è quanto riferiscono due fonti della sicurezza turca. «Tutti i segnali ci indicano che l’attentato possa essere stato realizzato dall'Is — ha dichiarato una fonte investigativa — siamo completamente focalizzati sull’Is». La polizia ha arrestato oggi in diverse province 36 persone accusate di legami con il gruppo jihadista, ma gli arresti — hanno precisato diverse fonti — non sarebbero legati alla strage. 

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18 settembre 2019

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