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Il Giappone rivive l’angoscia nucleare

· Corsa contro il tempo per evitare una catastrofe dopo le nuove esplosioni che hanno scosso la centrale di Fukushima ·

A cento chilometri da Tokyo registrati livelli di radioattività dieci volte superiori al normale

Corsa contro il tempo in Giappone per evitare una catastrofe nucleare. Anche oggi — a quattro giorni dal devastante terremoto di magnitudo 9 sulla scala Richter — sono state segnalate due forti esplosioni e un incendio nella centrale atomica di Fukushima, 240 chilometri a nord della capitale.

Dopo una sensibile, ma breve, impennata della radioattività, il pronto intervento degli operai specializzati ha permesso al livello di calare. Secondo fonti governative, il precedente rialzo temporaneo delle radiazioni nell’impianto potrebbe essere stato causato dalle emanazioni delle macerie rimaste contaminate dopo l’esplosione di ieri nel reattore numero due, piuttosto che da una fuoriuscita ininterrotta di particelle radioattive. Nel frattempo, le autorità metropolitane avevano reso noto che anche a Tokyo, dopo un rialzo delle radiazioni al di sopra della norma, nel pomeriggio di oggi se ne stava invece registrando una chiara riduzione. «La situazione sta ritornando alla normalità, ma occorre mantenere una stretta sorveglianza», ha commentato un portavoce dell’assessorato della capitale alla Sanità. A Tokyo, il tasso di radioattività già anteriormente era comunque stato giudicato non pericoloso per l’uomo, a differenza di quello nell’impianto di Fukushima, dichiarato significativamente nocivo per l’organismo.

Livelli di radioattività dieci volte superiori alla norma sono invece stati registrati a Maebashi, città a circa 100 chilometri a nord di Tokyo.

Le esplosioni odierne si sono verificate nei reattori 2 e 4. Nei giorni scorsi erano stati registrati deflagrazioni nei reattori 1 e 3. L’incendio, invece, è divampato nel deposito stagno di combustibile esaurito della centrale. Il gestore della centrale, la Tepco, e l’Autorità giapponese per la sicurezza nucleare e industriale hanno confermato stamane che sono integri i contenitori del nocciolo dei reattori 1, 2 e 3 della centrale di Fukushima. Nonostante ciò, il premier, Naoto Kan, ha detto che la zona di sgombero attorno all’impianto è stata ampliata a 30 chilometri, mentre sono stati fatti allontanare tutti gli abitanti che risiedevano entro un raggio di 20 chilometri da Fukushima. Gli esperti dell’Agenzia internazionale per l’Energia atomica sono quotidianamente in contatto con il Governo nipponico per seguire da vicino l’evolversi della situazione.

Quanto accaduto in Giappone ha avuto immediate ripercussioni in Europa. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha annunciato la chiusura immediata e per tre mesi dei sette reattori messi in servizio in Germania prima del 1980. Merkel ha deciso inoltre una moratoria di tre mesi sulla decisione dell’anno scorso di prolungare la vita delle centrali tedesche ben oltre la scadenza fissata nel 2001 dall’allora Governo Schröder.

Nel mondo, sono 442 i reattori nucleari attivi, concentrati in 29 Paesi. L’Europa occupa un ruolo di primo piano, con 148 impianti in 16 Paesi. La maggiore concentrazione di centrali si trova in Francia, che con 58 è al secondo posto dopo gli Stati Uniti, seguita a distanza dalla Gran Bretagna (19), Germania (17) e Svezia (10). Ai reattori già funzionanti ne vanno aggiunti 65 in fase di costruzione, 8 dei quali in Europa (due in Bulgaria, Romania e Slovacchia, e uno in Finlandia e in Francia). Attualmente, la Cina è il Paese dove è attivo il maggior numero di cantieri, con 27 centrali in costruzione. Intensa anche l’attività nella Federazione russa (11), seguita da India e Corea (5 ciascuno), Bulgaria, Giappone, Slovacchia e Ucraina (2) e, infine, Argentina, Brasile, Finlandia, Francia, Iran, Pakistan e Stati Uniti con una.

Le autorità giapponesi hanno intanto confermato che le vittime accertate del terremoto e del conseguente tsunami sono 2.475, mentre risultano disperse 3.611 persone. Un bilancio, dunque, purtroppo ancora provvisorio, dato che la distruzione seminata dallo tsunami nel nordest del Paese fa ritenere che il conto finale sarà di decine di migliaia di vittime. E a distanza di 96 ore dal sisma, due persone, un uomo e una donna, sono state estratte vive oggi dalle macerie. Un’anziana è stata ritrovata nella città distrutta dal terremoto di Otsuchi, prefettura di Iwate. L’uomo è stato salvato nella città di Ishimaki, nella prefettura di Miyagi, una delle più devastate dal maremoto.

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