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Il Giappone reagisce al cataclisma

· Rassicurazioni del Governo sulle conseguenze delle esplosioni nella centrale atomica di Fukushima danneggiata dal terremoto ·

Benedetto XVI esprime cordoglio per le vittime e solidarietà con i soccorritori

All'indomani del peggiore terremoto della storia del Giappone, il Paese cerca di reagire al cataclisma che lo ha colpito. Ma oggi l'attenzione internazionale si è tutta spostata sull’emergenza nucleare. Il sisma di ieri ha infatti pesantemente danneggiato quattro centrali atomiche, facendo ripiombare il Paese nell’incubo della contaminazione da radiazioni. Stamane, è stata infatti udita una forte esplosione nell’impianto numero 1 della centrale nucleare di Fukushima, quella più colpita. Lo ha riferito l’agenzia di stampa nipponica Jiji, precisando che si sarebbe polverizzata la gabbia esterna di contenimento di uno dei reattori. Quattro operai sarebbero rimasti feriti dal crollo del tetto dell’edificio, ma nessuno di loro — informa l’agenzia Kyodo — è in pericolo di vita.

Il Governo giapponese ha tuttavia reso noto che l’esplosione non ha riguardato il reattore e che il livello di radiazioni dopo la deflagrazione è sceso. Lo ha detto il portavoce, Yukio Edano, sottolineando che l’esplosione non causerà una fuga di sostanze radioattive. In particolare Edano ha spiegato che la deflagrazione è avvenuta nella struttura esterna alla camera di contenimento — che non ha subito danni — ed è stata causata da una reazione chimica tra l’idrogeno e l’ossigeno. Il portavoce del Governo ha poi spiegato che operazioni di evacuazione non sono state ordinate per un pericolo reale ma solo a titolo precauzionale.

La televisione di Stato Nhk ha mostrato le immagini del fumo bianco che si levava dalla centrale. Ancora tutta da chiarire la dinamica degli eventi, ma esperti del settore non hanno escluso l'opzione di esplosione intenzionale per raffreddare il reattore principale. L’Aiea (l'Agenzia internazionale per l’energia atomica) ha chiesto precise informazioni sull’accaduto.

La commissione per la Sicurezza nucleare del Giappone ha accertato una fuga di cesio radioattivo attorno alla centrale. Proprio per questo, il Governo — che si è riunito oggi a Tokyo in seduta straordinaria per fare il punto della situazione — ha ordinato lo sgombero dei residenti in un raggio di venti chilometri attorno alla centrale. Nell’estremo oriente della Russia, vasta area prospiciente il Giappone, i livelli di radioattività sono comunque ancora normali. Lo hanno confermato fonti del Servizio di monitoraggio idrometeorologico russo. Dopo le notizie sull’incidente a Fukushima, gli abitanti di Tokyo stanno facendo incetta di beni di prima necessità nei negozi, mentre lunghe code si segnalano davanti alle pompe di benzina. Molti residenti si starebbero preparando a lasciare la capitale e i pochi treni in funzione sono stracarichi di passeggeri.

E mentre la terra continua incessantemente a tremare (nelle ultime ore sono state registrate più di 100 forti scosse di assestamento), peggiorano con il passare delle ore le conseguenze del movimento tellurico di magnitudo 8,9 sulla scala Richter e del successivo tsunami, che ieri hanno devastato il nord est del Giappone. Un telegramma, a firma del segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, è stato inviato dal Papa a monsignor Leo Jun Ikenaga, arcivescovo di Osaka e presidente della Conferenza episcopale giapponese. Nel messaggio, Benedetto XVI esprime il proprio cordoglio per le vittime del cataclisma e per le loro famiglie e si dice vicino ai soccorritori.

Finora, i morti accertati sono 1.400, ma il mare che si sta ritirando continua inesorabilmente a restituire cadaveri senza nome. Il bilancio sembra quindi destinato ad aggravarsi. Se da un lato il terremoto ha tutto sommato provocato poche vittime — in un Paese abituato a convivere con gli eventi sismici — è stato proprio lo tsunami a uccidere il maggiore numero di persone. Un autentico muro di acqua alto 10 metri si è infatti abbattuto con inaudita violenza sulla prefettura di Fukushima, dove almeno 1.800 case sono state letteralmente spazzate via. Devastate anche le città di Miyagi, capoluogo del Sendai, e di Ofunato. Tutto il mondo ha potuto seguire in diretta televisiva l’impetuoso avanzamento del maremoto.

L’esercito giapponese ha trovato oggi 400 cadaveri nella città di Rikuzentakata, nella prefettura di Iwate. Sotto la pressione dell’onda anomala ha ceduto la diga di Funjinuma, le cui acque si sono poi riversate a valle cancellando dalle carte geografiche la cittadina di Sukugawa, fatta precedentemente sgomberare. Quattro convogli ferroviari con a bordo centinaia di persone sono però stati inghiottiti dal fango e dai detriti. Solo molte ore dopo è stata invece ritrovata una nave con 100 passeggeri data per dispersa. Le persone sono tutte salve. Gli esperti hanno confermato che la violenza del sisma ha spostato l’asse terrestre di 10 centimetri.

Da una sponda all'altra del Pacifico si è intanto allentato l'allarme tsunami. Sulle coste di molte Nazioni si è infatti registrato solo un moderato aumento del livello del mare e numerosi Governi hanno ormai ritirato l’allerta. L'allarme tsunami era stato lanciato nelle Hawaii, ma anche nelle Filippine, a Taiwan, in Russia, in Indonesia, in molte isole del Pacifico, sulle coste sudamericane e in Messico. In California un’onda di due metri ha investito il porto di Crescent, trascinando in mare 4 persone. Tre sono state tratte subito in salvo, della quarta non si hanno ancora notizie.

La comunità internazionale si è subito stretta attorno al Giappone, dove la macchina dei soccorsi è già in moto. Secondo quanto riferisce la Bbc, circa 300 velivoli dell’aeronautica nipponica e una quarantina di navi della marina saranno impiegati in quella che si preannuncia come una operazione senza precedenti. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha parlato di un disastro potenzialmente catastrofico, ha deciso di inviare due portaerei per aiutare la popolazione, mentre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha osservato un minuto di silenzio. Su richiesta del Giappone, la Commissione europea ha subito attivato il meccanismo di protezione civile per fornire assistenza attraverso l’invio di squadre di soccorritori e di cani specializzati nelle ricerche delle vittime sotto le macerie.

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16 luglio 2019

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