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Il Giappone pacifista patrimonio da preservare

· Intervento dei vescovi su una proposta che intende modificare la Costituzione ·

«Un patrimonio da preservare»: è quanto indica l’episcopato cattolico in Giappone in relazione alla proposta di revisione della Costituzione del Paese, avanzata da da una parte del Parlamento, con la quale si vorrebbe eliminare gli attuali limiti all’intervento militare. Si tratta, in particolare, della modifica dell’articolo 9 della legge fondamentale che sancisce il rifiuto della guerra come mezzo di soluzione dei conflitti ma anche vieta un apparato militare che non sia soltanto difensivo. Il presidente della Conferenza dei vescovi cattolici, l’arcivescovo di Tōkyō, Peter Takeo Okada, ha aggiunto che la Costituzione, promulgata nel 1946 ed entrata in vigore nel 1947, costituisce «un patrimonio di cui il Giappone può essere fiero».

La Costituzione fu preparata durante l'occupazione militare del Giappone da parte degli Alleati dopo la seconda guerra mondiale per sostituire il precedente sistema imperiale con una forma di democrazia liberale. È una Costituzione rigida e non sono stati apportati emendamenti dal momento della sua adozione.

Attualmente anche il Governo sta sostenendo la possibilità di revisionare la carta fondamentale. Secondo quanto dichiarato dallo stesso primo ministro, Shinzo Abe, il punto di partenza sarebbe costituito dall’articolo 96, in cui vengono trattate proprio le norme riguardanti le proposte di emendamento.

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11 dicembre 2019

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