Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Il germe della vita nuova

· Esercizi spirituali in Vaticano alla presenza del Pontefice ·

Nel nostro soffrire e morire, attraverso la solidarietà totale di Cristo, è stato deposto un germe di vita, un seme di risurrezione, un principio di redenzione. È la Pasqua a svelare questa svolta radicale per la sofferenza e la morte umana. La terza meditazione del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, agli esercizi spirituali alla Curia Romana, mercoledì pomeriggio 20 febbraio, ha affrontato un tema che tocca da vicino, prima o poi, ognuno di noi: «L'uomo sofferente». Lo ha fatto, alla presenza di Benedetto xvi, utilizzando due canti del sofferente presenti nel salterio: uno di un malato stremato e l'altro di una persona isolata, «consapevoli che ogni dolore fisico e psichico è un'esperienza antropologica globale, espressione di un male più radicale e intimo». La vasta tipologia delle sindromi attraversa tutte le preghiere salmiche, che sono realistiche e conoscono la sincerità e la libertà. Su di esse emerge «in modo netto il paradigma corporeo, segno appunto di una preghiera carnale».

Su “l’uomo senza Dio” il cardinale Ravasi si è invece soffermato nella seconda meditazione della mattina. Ha preso spunto dal celebre romanzo “L’impostura” di Georges Bernanos per riflettere sull’assenza e il nulla.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE