Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

La sfida
della crescita al g20

· Summit in Australia ·

«Il nostro messaggio nei prossimi due giorni dev’essere un messaggio di speranza e di ottimismo». Con queste parole il premier australiano, Tony Abbott, ha aperto oggi il vertice del g20 a Brisbane. Un vertice di fondamentale importanza, dal quale si attendono strategie concrete sui massimi nodi della politica e dell’economia internazionali. Il rilancio della crescita e la lotta alla disoccupazione globale sono stati i temi centrali della prima giornata del summit, al di là dei numerosi incontri bilaterali tenutisi a margine.

«Prima della fine dell’anno lanceremo un pacchetto di investimenti a livello di Unione europea del valore di trecento miliardi di euro, mettendo in campo una nostra cabina di regia insieme alla Banca europea degli investimenti» ha sottolineato il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, parlando alla platea dei capi di Stato e di Governo. «Accolgo favorevolmente il piano di Juncker — ha spiegato il presidente uscente del Consiglio Ue, Hermann Van Rompuy — perché crediamo che ci sia una forte sinergia tra gli investimenti del g20 e quelli europei». Sulla stessa linea, gli Stati Uniti. Durante il suo intervento, il presidente Obama ha chiesto ai leader più impegno per rilanciare la crescita e l’occupazione. «In questi anni — ha detto l’inquilino della Casa Bianca — gli Stati Uniti hanno dato lavoro a molte persone, più che in tutte le altre economie sviluppate. Ma non ci si può attendere che portino l’economia mondiale sulle loro spalle». E dunque «il g20 ha la responsabilità di agire per stimolare la domanda, investire di più e creare posti di lavoro». Sul fronte del clima, Obama ha annunciato che Washington metterà a disposizione dei Paesi emergenti tre miliardi di dollari per combattere gli effetti nocivi dei gas serra e dell’inquinamento.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE