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Il futuro comincia
dalla cura di nonni e bambini

· ​Messaggio dei vescovi italiani per la giornata per la vita ·

Roma, 24. «Com’è bello sognare con le nuove generazioni una Chiesa e un paese capaci di apprezzare e sostenere storie di amore esemplari e umanissime, aperte a ogni vita, accolta come dono sacro di Dio anche quando al suo tramonto va incontro ad atroci sofferenze». È quanto si legge nel messaggio del consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana (Cei) diffuso in preparazione della trentanovesima giornata nazionale per la vita in calendario il 5 febbraio prossimo. Messaggio che sin dal titolo — «Donne e uomini per la vita nel solco di santa Teresa di Calcutta» — invita a guardare la realtà dalla parte degli ultimi. 

Santa Teresa, ricorda il testo, «c’insegna ad accogliere il grido di Gesù in croce». Infatti, viene sottolineato citando le parole pronunciate dal Pontefice il 20 settembre scorso ad Assisi, «nel suo “Ho sete” (Giovanni, 19, 28) possiamo sentire la voce dei sofferenti, il grido nascosto dei piccoli innocenti cui è preclusa la luce di questo mondo, l’accorata supplica dei poveri e dei più bisognosi di pace». In questo senso, «Gesù è l’agnello immolato e vittorioso: da Lui sgorga un “fiume di vita” (Apocalisse, 22, 1.2), cui attingono le storie di donne e uomini per la vita nel matrimonio, nel sacerdozio o nella vita consacrata religiosa e secolare».

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