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Il freddo non ferma gli sbarchi

· ​Emergenza nel Mediterraneo e in Serbia ·

Nonostante il picco invernale, 1500 persone sono state intercettate su barconi nel Canale di Sicilia negli ultimi tre giorni. Purtroppo otto di loro sono state trovate senza vita e non si può escludere che ci siano dei dispersi. Ma è stata eccezionale la macchina dei soccorsi che ha permesso di mettere in salvo tutti gli altri. È quanto sottolinea l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), elogiando in particolare l’operato della guardia costiera italiana, che lavora in coordinamento con l’agenzia europea della guardia costiera e di frontiera (Frontex). Intanto, resta molto critica la situazione dei migranti che dalla Serbia vorrebbero passare in Ungheria per raggiungere il Nord Europa. Siamo di fronte a «un tragico inizio del 2017»: esprimendo questa convinzione, Vincent Cochetel, ha sottolineato però l’importanza di vedere che la priorità di salvare vite umane viene messa in atto grazie agli sforzi della guardia costiera italiana e di Frontex, che «hanno sfidato condizioni climatiche estreme per salvare tante persone». Per il Mediterraneo, l’anno scorso è stato l’anno più letale mai registrato, con più di 5.000 morti. Bruxelles, 16. Nonostante il picco invernale, 1500 persone sono state intercettate su barconi nel Canale di Sicilia negli ultimi tre giorni. Purtroppo otto di loro sono state trovate senza vita e non si può escludere che ci siano dei dispersi. Tuttavia, la macchina dei soccorsi ha permesso di mettere in salvo gli altri. È quanto sottolinea l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), elogiando in particolare l’operato della guardia costiera italiana, che lavora in coordinamento con l’agenzia europea della guardia costiera e di frontiera (Frontex). Intanto, resta molto critica la situazione dei migranti che dalla Serbia vorrebbero passare in Ungheria per raggiungere il Nord Europa. Siamo di fronte a «un tragico inizio del 2017» ha detto Vincent Cochetel, rappresentante dell’Unhcr, sottolineando però che la priorità di salvare vite umane viene messa in atto grazie agli sforzi della guardia costiera italiana e di Frontex, che «hanno sfidato condizioni climatiche estreme per salvare tante persone». Per il Mediterraneo, l’anno scorso è stato l’anno più letale mai registrato, con più di 5.000 morti. Per l’ennesima volta, dunque, l’Unhcr mette in evidenza «l’urgente necessità, per gli stati, di incrementare i percorsi per l’ammissione dei rifugiati, come il reinsediamento, le sponsorizzazioni private e il ricongiungimento familiare, per evitare che finiscano nelle mani di scafisti senza scrupoli». Ed è proprio a trafficanti di esseri umani che cercano di affidarsi i migranti fermi in Serbia e che rifiutano l’accoglienza in centri per profughi, perché hanno paura di essere registrati e rimandati poi indietro nei paesi di provenienza. A più riprese il commissariato serbo per l’assistenza ai profughi ha lanciato loro appelli affinché accettino di trasferirsi nei centri riscaldati, dove è ospitata parte dei circa 7.000 migranti e profughi presenti sul territorio serbo.

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21 luglio 2019

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