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Il frate volante

· In memoria di Tommaso Toschi ·

Ora può essere definito a pieno titolo “frate volante”, padre Tommaso Toschi dell’ordine dei frati minori. Il francescano è infatti volato in cielo l’1 novembre, festa di Ognissanti.

La sua storia terrena, iniziata più di 94 anni fa a Montaletto di Cervia (Ravenna), si è orientata, fin dalla gioventù, verso la vocazione sacerdotale e l’impegno apostolico, congiunto a spiccati interessi politici e culturali. Fu anche per questo che il cardinale Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna, gli diede l’incarico, nel 1954, di costituire e coordinare un gruppo di sacerdoti che saranno poi conosciuti come “frati volanti”. Questi arrivavano con automobili e altoparlanti, e per diversi anni svolgeranno una intensa azione di evangelizzazione, catechesi, confronto politico e culturale, unita a celebrazioni eucaristiche per le quali utilizzavano una cappella mobile realizzata sulla struttura di un pullman.

Della cappella volante ho un ricordo personale perché mio padre ne era l’autista e nel 1959 io e mia sorella, bambini, vi accogliemmo la piccola statua della Madonna di Fátima in pellegrinaggio a Bologna, arrivata dal cielo proprio di fianco alla cappella, con l’elicottero che la trasportava.

Ricordo inoltre padre Toschi quando veniva a trovare la mia famiglia, con alcuni frati francescani impegnati nelle iniziative di evangelizzazione e di contrasto dell’ideologia comunista, che si stava diffondendo nel dopoguerra in Italia. Tra essi ricordo in modo particolare Agostino Landuzzi, Antonio Gazich e Berardo Rossi, tutti tornati al Signore, che hanno così profondamente amato nel corso della loro vita.

Padre Toschi ebbe anche una particolare attenzione verso il mondo giovanile, realizzando molte iniziative, tra cui quella dei Giovani per il Terzo Mondo, un gruppo impegnato a sostenere le popolazione dei paesi più poveri e di quelli che avevano subito calamità o eventi catastrofici. Oppure Giorni Nuovi, giovani universitari impegnati a livello culturale, sociale e politico, che coinvolse in una delle sue visite in Unione sovietica per incontrare giovani russi che poi sarebbero stati ospitati a Bologna per alcune settimane. E nel paese che era il cuore del comunismo mondiale aiutò anche orfanotrofi, in particolare quello di Novosibirsk.

Il cardinale Giacomo Biffi lo nominò delegato arcivescovile per i rapporti con le Chiese dell’Est. Toschi, dopo aver incontrato più volte e stabilito rapporti amichevoli e fraterni con il patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Alessio ii, gli consegnò a nome del cardinale, un’icona della Madonna di San Luca, esposta alla venerazione dei fedeli nella cattedrale moscovita. A sua volta il patriarca donò alla Chiesa di Bologna un’icona della Madonna della tenerezza, custodita e venerata nella cattedrale bolognese.

Il frate volante per antonomasia fu anche, tra gli ecclesiastici bolognesi, precursore nell’uso dei media, e tra il 1977 e il 2003 collaborò all’Osservatore Romano. Per anni tutte le domeniche mattina condusse una trasmissione su Radio Nettuno Onda Libera (oggi Radio Nettuno, di proprietà dell’arcidiocesi di Bologna). Fu inoltre il primo religioso a realizzare una trasmissione su una televisione di Bologna trattando temi di attualità insieme ai suoi giovani e più volte fu ricevuto da Giovanni Paolo ii.

Ma padre Toschi non era soltanto un frate impegnato in molteplici iniziative religiose, culturali, sociali e assistenziali, perché il francescano romagnolo era anche e principalmente un uomo di preghiera, tanto che lo si vedeva spesso camminare per strada con il rosario tra le mani. Era insomma un religioso che ha saputo amare e difendere la verità perché ha amato intensamente il Signore Gesù e la Madonna. Per questo ha amato la Chiesa e ha speso tutta la sua vita a servizio del prossimo.

di Giuseppe Ferrari

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18 ottobre 2019

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