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Il fondamento cristiano di una società moderna e multiculturale

· Nell'incontro con la regina a Edimburgo il Papa ricorda che la fede è una forza potente per il bene di tutti ·


Il vento che spinge veloci le nubi nel cielo di Edimburgo spazza via anche le polemiche che hanno accompagnato la vigilia del viaggio del Papa nel Regno Unito. È bastato il cordiale incontro con la regina Elisabetta II a convincere anche il più scettico tra i sudditi di Sua Maestà che valeva la pena invitare Benedetto XVI a visitare il Paese e ad accoglierlo con tutti gli onori, mettendo da parte qualsiasi riserva.

Del resto, le profonde radici cristiane, qui tuttora presenti in ogni strato della vita sociale, sono state richiamate da Benedetto XVI nel suo primo discorso nel Regno Unito. Rivolgendosi alla sovrana giovedì mattina, 16 settembre, nella residenza di Holyroodhouse a Edimburgo, il Papa ha affrontato anche i temi dell'autonomia scozzese, del processo di pace in Irlanda del Nord, dell'eroica opposizione britannica alla tirannia nazista, del ruolo avuto nella fondazione delle Nazioni Unite. Ma soprattutto ha posto l'accento sulle vicende storiche che hanno portato la monarchia, il governo e il popolo ad avere sempre un ruolo di primo piano nel contesto internazionale. E poiché oggi il Regno Unito si sforza di essere una società moderna e multiculturale, ha auspicato che in questo compito possa mantenere vivo — anche attraverso i mass media, esortati, specie quelli locali, a un maggior senso di responsabilità — il rispetto di quei valori tradizionali che gli attacchi del secolarismo sembrano voler porre in secondo piano.

Il velivolo con a bordo il Papa era atterrato all'aeroporto internazionale della capitale scozzese alle 10.15 locali (corrispondenti alle 11.30 italiane). Nella piazzola 203 il nunzio apostolico, l'arcivescovo Sainz Muñoz, è salito a bordo per dare il benvenuto a Benedetto XVI e al suo seguito. Sceso dalla scaletta dell'aereo il Pontefice ha ricevuto l'accoglienza ufficiale da parte di Sua Altezza Reale Filippo di Mountbatten. La presenza del duca di Edimburgo è un gesto di grande cortesia da parte della famiglia reale.

Con il consorte della regina erano tra gli altri il primo Ministro scozzese Alex Salmond, il cardinale O'Brien, l'arcivescovo Nichols, il cardinale Murphy-O'Connor, monsignor Summersgill, alcuni vescovi cattolici e anglicani, l'ambasciatore del Regno Unito presso la Santa Sede, Francis Martin-Xavier Campbell, e numerose autorità civili e politiche. Significativa la dichiarazione che Salmond ha rilasciato al termine dell'incontro: «Io penso — ha detto — che molti scettici, soprattutto fra gli operatori dei media, oggi saranno smentiti. Si tratta di un avvenimento che riguarda non solo la comunità cattolica scozzese ma l'intera nazione».

Dopo la presentazione delle personalità presenti, il Pontefice e il duca di Edimburgo si sono diretti al Royal Pavilion per un breve colloquio. Percorsi in auto quindici chilometri il Papa è giunto al Palazzo di Holyroodhouse — vicino alle rovine dell'antica abbazia della Santa Croce — per la cerimonia di benvenuto. All'ingresso è stato accolto dai reali. Dopo gli onori militari, l'esecuzione degli inni nazionali e la guardia d'onore, si è svolta la visita di cortesia a Elisabetta II. Sul trono dal 1952, è l'unico sovrano con territori in tutti i continenti. In pratica è la regina di oltre due miliardi di persone, se si considerano i Paesi membri del Commonwealth.

All'interno del palazzo, nella morning room al primo piano, è avvenuto l'incontro privato e lo scambio dei doni. Il Papa ha offerto una riproduzione dell'antico evangeliario di Lorsch — attualmente smembrato in due unità — che contiene i quattro vangeli con prologo ed epistola di san Girolamo a Papa Damaso e altri testi. La regina ha ricambiato con le copie di alcune stampe del pittore tedesco Hans Holbein, fra le quali un disegno raffigurante san Tommaso Moro. Contemporaneamente, in un'altra sala, il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, si intratteneva con il primo Ministro scozzese Salmond.

Al termine, nel grande gazebo allestito nel parco sul retro del palazzo, Benedetto XVI ha parlato alle quattrocento autorità invitate, tra le quali anche rappresentanti del Parlamento scozzese. Prima di lasciare il palazzo reale, è stato salutato dalle cornamuse e dai tamburi suonati da un gruppo di giovani studenti in abiti tradizionali. Lo stesso Pontefice ha indossato sulle spalle al momento del congedo una sciarpa tipica scozzese con sfondo verde. Ricorre infatti oggi la festa di san Niniano di Galloway, apostolo della Scozia. Così, mentre Benedetto XVI incontrava la regina, nel centro di Edimburgo si svolgeva una parata folcloristica con la partecipazione di bambini provenienti dalle scuole di tutta la Scozia: uno spettacolo teatrale storico all'aperto ha fatto rivivere i momenti più significativi dello sviluppo del territorio.

Al termine della mattinata, in automobile il Papa ha percorso Princes street — parallela alla più nota Royal Mile, il «miglio reale», un lungo rettilineo che collega il palazzo e l'abbazia in rovina di Holyrood con il castello di Edimburgo — diretto alla residenza arcivescovile. Lungo il percorso ha potuto ammirare le bellezze della storica capitale scozzese. La città più visitata del Regno Unito dopo Londra si sviluppa su una serie di colline che le conferiscono un aspetto grazioso, tanto da averle fatto guadagnare l'appellativo di «Atene del Nord». Due suoi quartieri — Old e New Town — nel 1995 sono stati dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità.

La vettura papale ha percorso cinque chilometri passando tra due ali di folla, nella quale si distinguevano gruppi di ragazzi e bambini che hanno sventolato bandierine, applaudito e cantato, coinvolgendo gli altri presenti in un clima di grande festa e gioia.

Giunto nella residenza arcivescovile, prima di entrare, con un fuori programma, il Papa ha voluto salutare personalmente le persone che da ore erano in attesa all'esterno. Sceso dalla vettura ha percorso a piedi il viale ed è uscito dal cancello per stringere le mani ai presenti, soffermandosi in particolare con i più piccoli e con gli ammalati in carrozzella. (Gianluca Biccini)


I discorsi di Benedetto XVI

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