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Il fiume della vergogna

· Tre migranti morti annegano nel Suva Reka nel tentativo di passare la frontiera greco-macedone ·

Nonostante la sconfitta nelle amministrative Merkel conferma la linea dell’accoglienza

Il fiume Suva Reka scorre lungo il confine tra Grecia e Macedonia, a pochi chilometri da Idomeni, luogo del campo profughi dove decine di migliaia di migranti sono stipati in attesa di passare il confine. Centinaia di persone hanno lasciato il campo ieri e hanno tentato una nuova via per passare la frontiera. 

I migranti durante la traversata del fiume Suva Reka (Afp)

Alcune decine attraverso il fiume, ma tre sono affogate: una donna incinta di 27 anni, la sorella di 17 anni e un loro cugino. Il gruppo era partito in tarda mattinata, con scarsi bagagli, in direzione del villaggio di Chamilo, a est, e dopo poche ore di marcia era a ridosso della frontiera. Il fiume era in piena: i migranti hanno cercato di attraversarlo grazie soltanto al sostegno di una corda che era stata tesa tra le due rive. Le frontiere di tutti i Paesi balcanici lungo la rotta verso la Germania sono chiuse ormai da una settimana e almeno 14.000 migranti sono bloccati nel campo di Idomeni, in territorio greco al confine appunto con la ex Repubblica jugoslava di Macedonia. Ma cresce il numero di chi cerca di passare clandestinamente la frontiera e proseguire verso l’Europa occidentale. L’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha denunciato le «condizioni invivibili» del campo di Idomeni, che, ha detto, «supera ogni immaginazione e si deteriora ogni giorno di più con la pioggia». Dalla Germania, nel frattempo, dopo il risultato negativo registrato dal suo partito nelle elezioni in tre Länder, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, è intervenuta sottolineando che il suo Governo non intende fare marcia indietro sull’accoglienza.

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14 ottobre 2019

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