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Il dramma
di Vittoria

· Un convegno sulla tratta a Montesilvano ·

«Vittoria è stata la prima ragazza che ho incontrato. Aveva 29 anni, nigeriana, e ci disse: “Sono venuta in Italia per fare la parrucchiera, invece mi hanno messa in strada. Ho cercato di scappare ma quando i miei sfruttatori hanno saputo hanno avvertito i loro amici in Nigeria, hanno preso una delle mie figlie gemelle, di 4 anni, e l’hanno uccisa davanti a mia mamma, a cui le avevo affidate. A questo punto cosa ho da perdere?”. Quando ripenso a lei, oggi, a distanza di dieci anni, ho ancora la pelle d’oca». La testimonianza della psicologa Martina Taricco durante il convegno Contro la tratta delle donne, si legge nel portale Abruzzolive, «ha fatto rabbrividire tutti».

Durante l’incontro, organizzato il 9 marzo scorso dal Comune di Montesilvano, dall’Azienda speciale per i servizi sociali e dalla comunità Papa Giovanni XXIII, che da sempre si occupa del recupero delle ragazze indotte alla prostituzione, sono state presentate nuove iniziative di integrazione delle minoranze, relative alla gestione dello Sprar (acronimo che indica il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

Al convegno — a cui hanno partecipato, tra gli altri, anche il direttore dell’Osservatore Romano, il sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno e lo scrittore Giovanni D’Alessandro, moderatore — si è parlato del dramma della tratta e sono state illustrate nuove misure concrete per togliere le ragazze dalla strada e offrire loro opportunità di integrazione. «Oggi, qui, mi sembra di assistere a una buona notizia. Qui — ha detto Andrea Monda — c’è un pezzo di società italiana, di amministrazione, che si muove a compassione, tocca la carne ferita e non ne fa argomento di chiacchiera da bar o da salotto, ma impegno ad affrontare e a risolvere il problema. Voglio portarvi la voce di Papa Francesco, che fin dall’inizio del suo pontificato ha cominciato a parlare di lotta alla tratta delle schiave. Un tema, all’inizio, poco chiaro per noi, io stesso non avevo associato il fenomeno della prostituzione alla schiavitù, ma di questo si tratta, purtroppo. E questo è indicativo di una confusione, anche morale, che noi continuiamo ad avere. Uno dei grandi pregi che ha questo Papa è di chiamare le cose con il loro nome: la prostituzione è un reato gravissimo, è un peccato orrendo. Giusto un anno fa, Papa Francesco disse: “Se ci sono tante ragazze vittime della tratta che finiscono nella strada è perché molti uomini richiedono questi servizi e sono disposti a pagare. Mi chiedo, allora, sono davvero i trafficanti la causa principale della tratta? Certo, arrestare i trafficanti è importantissimo, ma la vera soluzione è la conversione dei cuori, il taglio della domanda per prosciugare il mercato”. Il pontefice si concentra sulla clientela e affronta il tema indicando la soluzione più completa possibile».

Si stima che siano fra le 75 mila e le 120 mila le prostitute in Italia, e il 65 per cento di queste si prostituisce per strada. Il 37 per cento di loro è minorenne, anche se è difficile fare una stima certa, dal momento che le ragazze tendono a dichiarare un’età maggiore di quella che hanno realmente. I clienti si stimano in 9 milioni.

Per il progetto contro la tratta l’amministrazione del comune abruzzese si avvale dell’esperienza della Comunità Papa Giovanni XXIII che da trent’anni offre sostegno a donne schiavizzate, con modalità differenti a seconda dei diversi contesti di provenienza e della condizione socioculturale delle vittime. L’osservatorio che la Comunità è in grado di offrire è tra i più preziosi in Italia, ma non è l’unico: al convegno hanno partecipato anche responsabili della Squadra Mobile (il commissario Mauro Sablone), e della Guardia di Finanza di Pescara (il capitano Guido Angelilli), mentre la Chiesa era rappresentata da don Marco Pagniello, responsabile della Caritas diocesana, intervenuto anche per conto dell’arcivescovo.

La linea di azione si articola in diverse iniziative: oltre al rinnovo della convenzione con la comunità che dal 2015 ha riscattato dalla strada tante ragazze, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa, diretto agli amministratori di condominio. Montesilvano, meta di vacanze al mare durante l’estate, ha centinaia di appartamenti non occupati durante il resto dell’anno; l’obiettivo è bloccare gli immobili dove vengono ricevuti i clienti, in collaborazione con gli agenti del Nap, il nucleo specializzato antiprostituzione della polizia municipale.

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