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Il Dragone arranca e le Borse mondiali crollano

· Pesano su Wall Street i dati deludenti sulla crescita cinese e l'allarme sul deficit pubblico ·

Borse a picco con la nuova ondata di crisi. I dati deludenti sulla crescita cinese e l'allarme sul deficit pubblico europeo hanno pesato ieri sui mercati mondiali facendo crollare gli indici di riferimento. L’Europa ha bruciato in una sola seduta 145 miliardi di euro. Tonfo anche a Wall Street dove gli indici, complice il crollo della fiducia dei consumatori, hanno chiuso in forte calo: il Dow Jones ha ceduto il 2,7 a 9.870,30 punti, mettendo a segno la seduta peggiore dal 4 gennaio scorso. Il Nasdaq è calato del 3,9 a 2.135,18 punti. Lo S&P500 ha chiuso ai minimi dell’anno, cedendo il 3,1 a 1.041,25 punti.

Mentre prosegue l’allarme deficit pubblico per l'Eurozona, lo spettro della recessione coinvolge inaspettatamente l’economia cinese, che ad aprile ha segnato un rialzo dello 0,3 per cento. Troppo poco, secondo gli investitori, che hanno deciso di abbandonare i titoli delle materie prime, data la posizione dominante della domanda della Cina, che da sola consuma ormai il 45 per cento della produzione mondiale di metalli. Una delusione anche per Washington, che punta molto sulla crescita cinese: il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, ha espresso di recente un apprezzamento per la flessibilità del cambio dello yuan decisa da Pechino. «Abbiamo già segnato un rallentamento nella crescita globale — ha commentato un analista di Bnp Paribas Fortis Global market a Bruxelles — e oggi tutti si chiedono la stessa cosa: quanto durerà la seconda parte della recessione».

Tra sfiducia e delusione, in poche ore una miscela esplosiva ha colpito senza distinzione tutti i listini e i settori azionari, in primis le banche, affiancate da auto e materie prime. Sul fronte del credito ha pesato il clima di attesa sugli stress-test della Bce che, secondo il «Wall Street Journal», avrebbe deciso di ampliare la platea degli istituti interessati, portandola a una cifra compresa tra 70 e 120 banche. Nel settore hanno segnato il passo Credit Agricole (meno 7,94), Intesa Sanpaolo (meno 7,76) e Bbva (7,24). Giù anche Bnp (meno 6,92%) e Santander (meno 6,79).

Oggi le Borse europee registrano rialzi consistenti dopo l’esito dell’asta della Bce. La Banca centrale ha infatti assegnato 131,9 miliardi di euro nell’asta di rifinanziamento a tre mesi al tasso fisso dell’un per cento. All’operazione hanno aderito 171 istituti. Gli analisti si aspettavano in media richieste tra i 250 e i 300 miliardi. L’esito dell’asta era molto atteso dal mercato per verificare la necessità delle banche di ricorrere alla Bce per soddisfare le esigenze di liquidità alla vigilia della scadenza del maxi-finanziamento d’emergenza a un anno da 442 miliardi di euro concesso dall’istituto di Francoforte a giugno scorso per sbloccare la crisi del credito. Domani è in programma un’asta straordinaria a 6 giorni.

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24 agosto 2019

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