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Il dovere
di una risposta

· Linee guida dei vescovi argentini nel caso di abusi sui minori ·

Buenos Aires, 10. La fermezza di non sottovalutare mai una denuncia, la consapevolezza del ruolo e della missione di pastore quando deve essere portata avanti l’indagine preliminare, il coraggio di chiedere perdono: sono improntate alla “tolleranza zero” e alla misericordia le «Linee guida di attuazione nel caso di denunce di abusi sessuali nei quali gli accusati siano dei chierici e le presunte vittime siano minori di età (o persone a essi equiparati)», presentate nei giorni scorsi a Buenos Aires dal vescovo di Chascomús, Carlos Humberto Malfa, segretario generale della Conferenza episcopale argentina.

Il vescovo segretario generale della Conferenza episcopale argentina

Approvate in occasione dell’assemblea plenaria svoltasi nell’aprile 2013 — riferisce il Sir — sono state inviate alla Santa Sede per la revisione finale. L’occasione per illustrarle è stato il corso di aggiornamento della curia sui delitti commessi da sacerdoti e religiosi, organizzato dalla Pontificia Università cattolica argentina.

Monsignor Malfa ha spiegato che le linee guida di attuazione indicano «il dovere di una risposta adeguata» alla problematica degli abusi sessuali sui minori perpetrati da alcuni sacerdoti. L’applicazione di questo documento — ha affermato il segretario generale dell’episcopato — «ci mette in sintonia con la tolleranza zero dettata da san Giovanni Paolo ii, Benedetto xvi e Francesco». L’esortazione è a «non sottovalutare mai una denuncia» e ad avere piena coscienza del ruolo e della missione di pastore che compete a chi deve portare avanti l’indagine preliminare. L’invito generale è a essere prudenti e a lavorare nella prevenzione senza aspettare che ci sia una denuncia contro un sacerdote per assicurare l’integrità dei minori. «Si deve avere il coraggio di Papa Francesco di chiedere perdono», ha concluso il vescovo di Chascomús.

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