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Il dovere di fermare l’aggressore

· Dichiarazione dei vescovi tedeschi sulla situazione in Iraq ·

«Il terrore in Iraq deve essere fermato e agli sfollati deve essere data la possibilità di rientrare al più presto nelle proprie case»: lo scrive in una dichiarazione il Consiglio permanente della Conferenza episcopale tedesca, che si sofferma anche sulla fornitura di armi ai peshmerga curdi per contrastare l’avanzata dei jihadisti dell’Is. Se un’azione militare, compresa la fornitura di armi, non è automaticamente un mezzo per garantire la pace e la sicurezza — afferma in sostanza la nota — in alcune circostanze, quando sono in gioco «lo sterminio di interi gruppi etnici e gravi violazioni dei diritti umani», la comunità internazionale ha il dovere di fermare in qualche modo l’aggressore ingiusto «per scongiurare crimini peggiori».

I vescovi tedeschi si rivolgono poi ai musulmani, respingendo con fermezza le tesi circa la natura intrinsecamente violenta dell’islam («l’Is e l’islam non sono la stessa cosa»), ma contemporaneamente chiedono una chiara presa di posizione dei leader religiosi: «i musulmani che amano la pace e che sono la stragrande maggioranza devono chiedersi quali fattori hanno permesso questi sviluppi preoccupanti nella loro comunità religiosa». Infine l’appello a pregare e a fornire aiuti umanitari urgenti alle vittime delle persecuzioni nel Vicino oriente: «questa non è solo una responsabilità degli Stati della regione. Tutti possono contribuire, anche offrendo disponibilità ad accogliere i rifugiati».

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06 dicembre 2019

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