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​Il doping
minaccia ancora lo sport

· ​Chiesta dalla Wada l’esclusione della Russia dalle competizioni internazionali ·

La diffusione del rapporto della Wada alla conferenza stampa a Ginevra (Afp)

Fuori la Russia dell’atletica dai prossimi Giochi olimpici a Rio de Janeiro. La commissione indipendente istituita dalla Wada (l’agenzia mondiale antidoping) ha chiesto alla Iaaf (la federazione mondiale dell’atletica) che la Russia sia bandita dalle competizioni internazionali fino a quando Mosca non farà chiarezza sulle reiterate vicende doping che negli ultimi tempi hanno riguardato atleti russi. In un dettagliato rapporto — 323 pagine redatte dopo una indagine durata undici mesi — la Wada ha individuato «fallimenti del sistema che impediscono o diminuiscono la possibilità di un programma antidoping efficace». Se la Iaaf (tra l’altro anch’essa accusata nel rapporto) accoglierà tale richiesta, gli atleti russi dovrebbero essere esclusi da Giochi olimpici e dai campionati mondiali ed europei. Nel rapporto la commissione chiama in causa anche il Governo russo, accusandolo di «complicità in tutti i casi di doping diffuso». Si arriva perfino ad affermare il coinvolgimento dei servizi segreti di Mosca, accusati di aver controllato il laboratorio antidoping moscovita anche durante le Olimpiadi invernali di Sochi nel 2014. Immediata la replica della Russia. Il ministro dello sport, Vitaly Mutko, ha negato tutte le accuse. «La Wada non ha il diritto di sospendere» ha detto. «Le conclusioni della commissione non sono sostenute da prove e non contengono fatti nuovi. 

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18 ottobre 2019

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