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Il dono di una nuova infanzia

· ​Suor Elvira Tutolo nominata commendatore al merito della Repubblica ·

Ai bambini di strada della Repubblica Centroafricana suor Elvira Tutolo ha dato e continua a dare speranza, nel segno di un impegno che riconosce nella solidarietà, nel servizio e nello spirito di sacrificio i valori essenziali di una missione da prodigare senza riserve. Tale missione — che nell’arco di diciotto anni ha raccolto tanti bei frutti dopo aver tanto seminato — ha anche riscosso il convinto e sincero plauso delle istituzioni, come testimonia la decisione del presidente Sergio Mattarella di nominare la sessantanovenne religiosa, nativa di Termoli, in Molise, commendatore al merito della Repubblica italiana. 

Suor Elvira Tutolo

La motivazione sottesa al riconoscimento elogia l’impegno di suor Elvira «in ambito internazionale nella difesa e recupero dei bambini e ragazzi di strada»: quello stesso impegno, profuso con amore compassionevole, apprezzato e lodato dalle autorità della Repubblica Centroafricana, le quali, l’8 dicembre scorso, hanno conferito alla religiosa l’onorificenza di Commandeur de la Republique, ovvero il più alto riconoscimento del paese a cittadini che si sono distinti per iniziative e attività meritevoli.
In questo paese suor Elvira, appartenente alla congregazione delle Suore della Carità di santa Giovanna Antida Thouret, svolge da diciotto anni (prima era stata otto anni in Ciad in qualità di coordinatrice pastorale per la formazione di catechisti e animatori) un’intensa ed efficace opera missionaria, culminata nella fondazione della ong Kizito, diretta al recupero di bambini finiti nelle mani di bande armate: molti di questi piccoli sono orfani o abbandonati dai genitori. A loro la religiosa molisana ha donato una nuova infanzia, anzitutto inserendoli in famiglie del posto, primo passo lungo il cammino di piena reintegrazione sociale.
La cerimonia si è svolta a Berberati, capoluogo della prefettura di Mambére-Kadé: il posto non è stato scelto a caso. Infatti alla periferia di Berberati suor Elvira ha realizzato il centro di recupero Watoro, dove insegna ai giovani mestieri quali la coltivazione della terra e la falegnameria. Ma il raggio di azione della religiosa non si ferma qui: si estende anche al centro Nemesia, dove vengono accolte ragazze giovanissime, vittime di violenze e abusi, alle quali suor Elvira insegna l’arte del cucito.
E sempre a Berberati alla ong Kizito è stata affidata la ristrutturato lo stadio, per permettere ai giovani, sottratti sia alle bande armate sia alla strada, di avere un luogo di aggregazione nel quale ritrovarsi e praticare sport. La decisione di assegnare i lavori alla ong è stata presa dalla sezione civile della Minusca, la missione integrata dei caschi blu dell’Onu nella Repubblica Centroafricana, che già in passato aveva avuto modo di apprezzare il lavoro svolto da suor Elvira. Nel 2016 la religiosa era riuscita a ottenere l’assegnazione dei lavori per il recupero di altre strutture cittadine di Berberati, tra cui i due mercati e alcuni importanti edifici pubblici.
La città di Berberati e le aree limitrofe sono da tempo drammaticamente segnate da omicidi, torture, stupri (ultimamente la situazione è un po’ migliorata grazie alla presenza di un robusto contingente di caschi blu): tale scenario veniva descritto dalla stessa suor Elvira in un articolo dell’ottobre 2014 pubblicato su «L’Osservatore Romano». La morte, sottolinea la religiosa, è venuta a visitarci molto spesso, e abbiamo perso tante persone care. «Abbiamo ancora negli occhi immagini e situazioni che ci fanno gridare», scrive suor Elvira, la quale subito aggiunge: «Ma non disperiamo». E al riguardo cita l’espressione della lingua locale, Maboko na maboko, che significa mano nella mano, cuore nel cuore, tutto passa, solo l’amore resta.
Quell’amore che continua a ispirare e a innervare l’azione missionaria di suor Elvira, la quale, prima ancora dei solenni riconoscimenti ufficiali, ha da tempo riscosso il premio più bello: il grazie, sincero e commosso, dei «suoi» ragazzi.

di Gabriele Nicolò

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26 marzo 2019

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