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Il dolore della Chiesa brasiliana
dopo l’ennesima tragedia annunciata

· ​Un morto e nove feriti nel Mato Grosso a seguito di scontri per il controllo delle terre ·

Ferma condanna della Chiesa in Brasile per gli episodi di violenza avvenuti nei giorni scorsi nella regione nord-occidentale del Mato Grosso, nel comune di Colniza, dove una persona è morta e nove sono rimaste ferite (di cui due gravemente) nel corso di una manifestazione di agricoltori, che da tempo chiedono l’accesso alla terra. «È con grande tristezza che annuncio altro spargimento di sangue. È iniziato un altro anno e i problemi che riguardano la terra rimangono irrisolti, con il peggior esito possibile. Fino a quando avremo bisogno dei morti per risolvere i problemi della terra?»: ha affermato il vescovo di Juina, monsignor Neri José Tondello, in merito appunto all’ennesimo episodio di violenza contro lavoratori e popolazioni indigene. 

Secondo le prime ricostruzioni, i colpi sono partiti dalla tenuta agricola di proprietà dell’ex governatore Silval Barbosa, che era stata occupata dagli agricoltori, i quali, secondo alcuni testimoni, sarebbero stati disarmati. Uno di questi, Elizeu Queres de Jesus, 38 anni, è morto in seguito alle ferite da colpi di arma da fuoco. Secondo una nota emessa dalla Commissione per la pastorale della terra (Cpt) quanto accaduto è una «tragedia annunciata», come già più volte segnalato dal Forum per i diritti umani e per la terra del Mato Grosso (Fdht-Mt), e dalla stessa commissione, che avevano «avvertito dell’imminente conflitto nella regione, in cui duecento famiglie rivendicano il diritto alla terra e vivono sotto tiro di una trentina di uomini armati». Le vittime degli attacchi armati — riferisce l’agenzia Sir — sono contadini e persone che hanno diritto alla terra, nella quale hanno vissuto per vario tempo, lavorando i campi e allevando animali.
«La Chiesa — ha ricordato monsignor Tondello — non si stancherà mai di operare per la pace, “frutto della giustizia”, soprattutto per chi ha diritto alla terra», per questo «condanniamo ogni tipo di violenza, da fratello che uccide un altro fratello. La lotta nella ricerca della verità deve proseguire».

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18 settembre 2019

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